IL PAESAGGIO SUDAMERICANO DURANTE LA TORMENTA

Da sinistra Hugo Chávez, Dilma Rousseff, José Mujica e Cristina Fernández de Kirchner, rispettivamente ex presidenti di Venezuela, Brasile, Uruguay e Argentina – ©Getty

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Scrivere sulla situazione latinoamericana oggi cercando di evitare luoghi comuni e diffusi fideismi non è semplice. Comunque ci provo, pur sapendo che il punto di partenza e l’analisi sono sempre discutibili.

Due chiarimenti metodologici:

  • l’analisi congiunturale ha sempre una valenza breve. In questo caso l’ottobre 2019;
  • salvo cenno diverso, queste osservazioni si limitano al Sudamerica. Rimando il Messico e l’America centrale e caraibica, le cui dinamiche coincidono solo occasionalmente, ad un’altra occasione.

1) Il ciclo progressista latinoamericano è nato da 2 processi: la trasformazione economica e sociale indotta dal neoliberismo e la ricomparsa di un tipo d’insorgenza, classico nel senso delle tradizioni, inedito nei soggetti e modalità della mobilitazione, la cui conseguenza principale è stata la modifica dei rapporti di forza regionali. Chiamo queste insorgenze “ribellioni popolari” per distinguerle dalle classiche rivoluzioni dell’America Latina.

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Cavalcando ricordi sparsi sulle note degli Inti Illimani

Quella che segue è la postfazione che ho scritto per il libro di Eduardo “Mono” Carrasco, curato da Francesco Comina, “Inti-Illimani: storia e mito. Ricordi di un muralista cileno”, edito dalla casa editrice “Il Margine” di Trento. 2010. pdf: Cavalcando ricordi sparsi sulle note degli Inti Illimani

1) Parafrasando Guccini, posso dire che ricordo bene qual era l’epoca dei fatti e qual era il loro mestiere: Roma, fine febbraio 1974, artisti.

Ero appena arrivato a Roma, senza pagare il biglietto, come un pacco postale o, più gentilmente, come un sopravvissuto. Non sapevo bene ancora a cosa e a chi dovessi la mia sopravvivenza. Non lo so ancora, ma ho smesso di domandarmelo da tempo.

2) Ognuno di noi ha tre tipi di memoria.

La prima è documentale, puramente cronologica. Ci permette di ricordare la data delle guerre, delle rivoluzioni e degli onomastici delle persone care. È importante per orientarsi nel tempo, ossia per ricordare quanto siano vecchi i neonati e quanto siamo ancora giovani i vecchi. Leggi tutto “Cavalcando ricordi sparsi sulle note degli Inti Illimani”

11 settembre: a Salvador Allende e alla sua lotta per la vita

Trascorsi 45 anni da quel 11 settembre e dopo che, ovviamente, è successo di tutto, mi piace ricordare Allende come un uomo normale capace di dirigere un processo di costruzione di qualcosa di profondamente innovativo e ancora non replicato.
Si trattava di costruire il socialismo recuperando un concetto che la sinistra aveva regalato stupidamente ai suoi avversari: la democrazia.
Coerente fino alla fine, in questo tentativo ci lasciò le penne.
Era, quindi, anzitutto un uomo coerente. Forse, allora, non era poi così normale.
Per la sinistra sinistra di allora era solo un riformista. Basterà rileggere quanto ne scriveva Rossana Rossanda sul Manifesto.
Per la sinistra allora sedicente comunista, era un socialdemocratico estremista e non di rado utopista. Strana concezione di cui ancora non capisco il senso. Basterà leggere quanto ne scriveva Rinascita.
Per noi, era banalmente “il compagno presidente”. Tale è rimasto. Coi suoi difetti e virtù.
Con lui se ne sono andati molti amici e compagni. Con lui se ne andò un progetto che reputo più che mai attuale. E non era quello del compromesso storico.
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Domande sul Cile

Anni fa, almeno una decina, una laureanda all’Università degli Studi di Milano mi fece, via internet, una lunga intervista sul Cile. Non ricordo il suo nome, credo non ci fece nulla. Forse era troppo lunga o, semplicemente la considerò poco interessante. Io invece la pubblico in omaggio a ciò che siamo Stati. Secondo Gardel, “vent’anni non sono nulla”. 45 sono tanti

Tanti che a volte parlando di me stesso mi sembra di parlare di un reduce garibaldino.

Anche perciò, non ho voluto intervenire sul testo. Ho solo eliminato la parte finale sui miei trascorsi milanesi perché mi sembrano poco interessanti.

La pubblico poiché penso che l’archeologia del recente o la storia del quasi presente possa avere qualche interesse per qualcuno e perché penso che la lettura degli altrui errori possa dare un contributo a superare la Vandea del presente.
La potete scaricare qui: DOMANDE SUL CILE

Spigoli della quarta guerra mondiale: appunti sui femminicidi

[Immagine in evidenza: Screenshot del film Apocalypse Now Redux (2001) di Francis Ford Coppola. Elicotteri del tenente colonnello Kilgore all’attacco di un villaggio controllato dai vietcong]

[scarica l’articolo in pdf: Spigoli della Quarta Guerra Mondiale_I femminicidi]

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Estate dell’ultima guerra
non quella ma questa che c’è
ancora col culo per terra
insieme soltanto noi tre

Enzo Jannacci, “E allora andiam”, dall’albo “E allora concerto”, 1981

In Italia, non passa ormai giorno che i media non ci sputino addosso il racconto di una donna ammazzata dal marito, compagno, fidanzato, padre. È successo oggi, ieri, o nel migliore dei casi l’altro ieri. La notizia, declamata con l’enfasi e la regolarità di un orologio rotto (che comunque indica l’ora giusta due volte al giorno), suona rituale quanto il meteo show. È sorprendente ma è vero: ci siamo talmente abituati ad ascoltare questa notizia che non ci fa più saltare sulla sedia, urlare, sentire il freddo correrci sulla schiena o semplicemente incazzarci. Leggi tutto “Spigoli della quarta guerra mondiale: appunti sui femminicidi”

In memoria di Patricio Bustos Streeter

Ieri, 4 giugno 2018 è morto a Santiago, Cile, il mio amico Patricio.
L’ho conosciuto a Milano, negli anni ’80. Tutti e due eravamo stati premiati con la borsa di studio Pinochet.
Patricio faceva il medico, in un carcere milanese.
Negli Anni ‘90 è tornato con la sua famiglia in Cile, dove ha fatto parecchie cose.
Ne accenno solo tre.

Villa Grimaldi è stato il primo centro di torture dell’esercito cileno. Si stima che i torturati in questa struttura furono 4.500, tra cui la futura Presidenta del Cile, Michelle Bachelet, torturata accanto a sua madre. Gli scomparsi accertati sono 266[1]. Leggi tutto “In memoria di Patricio Bustos Streeter”