Ai tempi della grande bugia

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“Nel paese della bugia, la verità è una malattia”

Gianni Rodari[1]

Il 20 marzo 2003 aveva inizio la guerra degli Stati Uniti in Iraq. Da questa parte del mondo l’anniversario è passato sotto silenzio. Come altre guerre recenti o ancora in corso, sembra diventata parte di un rumore di fondo: un’altra guerra, un’altra bugia.

Il 5 febbraio 2003 l’allora segretario di Stato degli Stati Uniti, Colin Powell, Leggi tutto “Ai tempi della grande bugia”

Appunti sul 5G, sull’economia e sull’obiettività della scienza

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Si produce per il profitto, non già per l’uso.
Non esiste alcun provvedimento per garantire che tutti coloro
che sono atti e desiderosi di lavorare siano sempre in condizioni di trovare un impiego;
un «esercito di disoccupati» esiste quasi in permanenza.
Il lavoratore vive nel costante timore di perdere il suo impiego.
Poiché i disoccupati e i lavoratori mal retribuiti non rappresentano un mercato vantaggioso,
la produzione delle merci per il consumo è limitata, con conseguente grave danno.
Il progresso tecnico spesso si risolve in una maggiore disoccupazione,
piuttosto che in un alleggerimento del lavoro per tutti.
Il movente dell’utile, insieme con la concorrenza tra i capitalisti,
è responsabile dell’instabilità nell’accumulazione e nell’utilizzazione del capitale,
destinata a portare a crisi sempre più gravi.

Albert Einstein, “Perché il socialismo”[1]

In tutta Europa è in atto una campagna contro la Cina che assume diverse forme ma nelle ultime settimane ha preso la forma di una crociata contro il sistema di comunicazione 5G. Significherebbe, dicono, consegnare ai cinesi tutti i dati sensibili del Paese. La NATO è arrivata a parlare persino di escludere la Germania dalle intese strategiche se questa continua a coltivare cattive compagnie.

Ammesso che avvenga l’attivazione del 5G prevista per il 2020, non avrà effetti visibili immediati. I cellulari si connetteranno più velocemente e diminuirà Leggi tutto “Appunti sul 5G, sull’economia e sull’obiettività della scienza”

I tempi della politica e la vita, tutta, sempre

(lapresse)

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Siamo così abituati o rassegnati a perdere che abbiamo finito usando la Storia come campo metafisico di una lotta senza fine la cui stessa continuità finisce trasformandosi “nella vittoria”.

Trovo urticante la tendenza a consolarci da una sconfitta ricorrendo alla idea, banale e inesatta, che “la Storia non finisce mai”.

Se Trump e Bolsonaro vincono le elezioni, se la cultura patriarcale si rimette orgogliosamente in piedi, se le “primavere arabi” sono sconfitte Leggi tutto “I tempi della politica e la vita, tutta, sempre”

Venezuela: Il Blackout elettrico

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Il nome del gioco, sabotaggio. La modalità, guerra elettrica.

Dal pomeriggio del 7 marzo il Venezuela vive un blackout che ha lasciato senza elettricità oltre due terzi dell’intero territorio nazionale. Leggi tutto “Venezuela: Il Blackout elettrico”

Governo, Escola de samba, Carnaval

Il Presidente del Brasile Bolsonaro (al centro) in ciabatte, maglia del Palmeiras e giacca insieme a Ministri e alleati in occasione di una riunione sulla proposta di riforma delle pensioni

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“A questo punto
buonanotte all’incertezza
ai problemi, all’amarezza
sento il carnevale entrare in me.”

Sergio Bardotti, Vinicius de Moraes, “La voglia, la pazzia” (“Se ela quisesse”), 1976

Dopo due mesi di governo e sei giorni di carnevale, Jair Bolsonaro ha pubblicato un video osceno attaccando il Carnevale che l’aveva precedentemente maltrattato in tutte le sue versioni: Rio de Janeiro, San Paolo e Bahia, con lo slogan “Bolsonaro, vai a fare in culo”. Caetano Veloso lo prendeva in giro con una clip intitolata “Vietato il carnevale”[1], il PT gli consigliava di farsi visitare dallo psichiatra, qualche giurista iniziava a parlare d’impeachment. Leggi tutto “Governo, Escola de samba, Carnaval”

USA – lettera aperta di oltre 120 accademici contro l’azione del Governo sul Venezuela

Il Vicepresidente USA Mike Pence insieme a Juan Guaidó, in occasione del Summit del cosiddetto Gruppo di Lima, 25 febbraio 2019. Foto Luis Ramirez/Vizzor Image/Getty Images)

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La lettera che segue, firmata da 124 accademici, è stata indirizzata all’Ufficio di Washington per gli Affari Latinoamericani (WOLA) per esprimere la preoccupazione riguardo all’appoggio dato da questo ufficio a diversi aspetti della politica del governo Trump in Venezuela.

“La Washington Office on Latin America, fondata nel 1974, è un’organizzazione Leggi tutto “USA – lettera aperta di oltre 120 accademici contro l’azione del Governo sul Venezuela”

Il San Lorenzo de Almagro il presidente Macri e la rivista Forbes

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“Admiróse un portugués
de ver que en su tierna infancia
todos los niños en Francia
supiesen hablar francés.
«Arte diabólica es»,
dijo, torciendo el mostacho,
«que para hablar en gabacho
un hidalgo en Portugal
llega a viejo y lo habla mal;
y aquí lo parla un muchacho»”.

Nicolás Fernández de Moratín[1]

In Italia il San Lorenzo de Almagro è diventato noto da quando Papa Bergoglio se n’è dichiarato tifoso.

In Argentina è considerata una tra le squadre coi tifosi creativi. Ad esempio, composero la cosiddetta “hit dell’estate”, cantata per la prima volta il 4 febbraio 2018, durante una partita contro il Boca. Le parole dicevano semplicemente “Mauricio Macri, la puta que te parió!”

Imitato da altri tifosi, è stato cantato in recital, manifestazioni, riunioni politiche, teatri, metro e treni. Continua ad essere cantato.

Domenica scorsa, 3 marzo 2019, i tifosi del San Lorenzo sono tornati alla carica Leggi tutto “Il San Lorenzo de Almagro il presidente Macri e la rivista Forbes”

Haiti: Secoli di solitudine  

Manifestanti a Port-au-Prince, 7 febbraio 2019. Hector Retamal, AFP

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Buon Signore che ogni giorno fai risplendere su di noi il sole
e lo fai sorgere dal mare.
Che fai ruggire le tempeste e che governi i tuoni.
Signore che ti nascondi in cielo da dove ci guardi.
Il Signore vede ciò che i bianchi hanno fatto.
Il loro dio ha comandato questi crimini,
ma i nostri ci hanno dato benedizioni.
Il Buon Dio ordina vendetta.
Egli darà forza e potenza alle nostre braccia e coraggio ai nostri cuori.
Egli ci sosterrà.
Abbattiamo le immagini del dio dei bianchi,
perché è lui che fa scendere le lacrime dai nostri occhi.
Per la libertà che risuona ora nei nostri cuori.”
“Preghiera di Boukman”, Bois Cayman, vespro del 14 agosto 1791[1]

 

1 – Nel febbraio 2019 l’ennesima rivolta haitiana coincide con le celebrazioni dell’indipendenza della Repubblica Dominicana, che con Haiti divide l’isola di Hispaniola.

La sollevazione nasce da cause interne, come da secoli, ma questa volta contiene anche un elemento esterno: il tradimento del governo verso il Venezuela.

I cartelloni urlano “Nou gen dwa viv tankou moun”, vogliamo vivere come persone umane. Stramba idea per il razzismo dominante.

Sui social qualcuno protesta perché non se ne parla. Spesso, si contrappone questo silenzio all’inflazione di notizie sul Venezuela. “Lo ignorano poiché non c’è petrolio”. Ma sul Venezuela le notizie non solo sono generalmente di parte ma, in genere sono commenti. Le notizie Leggi tutto “Haiti: Secoli di solitudine  “

Quo Vadis Venezuela

I governi di Messico, Uruguay e dei paesi della Comunità dei Caraibi (CARICOM) propongono il Meccanismo di Montevideo come alternativa pacifica e democratica per il Venezuela. Photo @m_ebrard

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Fino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza?
Quanto a lungo ancora codesta tua follia si prenderà gioco di noi?
Fino a che punto si spingerà [la tua] sfrenata audacia?
Marco Tullio Cicerone, 8 novembre del 63 a.C.
(Incipit ex abrupto della prima delle orazioni dette Catilinarie)

So bene che continueranno ad affliggerci a lungo ma, per stupida testardaggine, rivolgo l’incipit della prima orazione Murena al console dell’Impero Donald Trump e ai molti suoi consolini in giro per il mondo, in particolare a quelli venezuelani.

Questo intervento parte dal fatto che, da oltre una settimana, è stato superato il “D day”, ossia il sabato 23 febbraio in cui gli USA avevano pianificato l’inizio dell’occupazione del Venezuela a partire da un “concerto”.

Va da sé: il rischio non è stato superato definitivamente. L’ipotesi d’intervento sussiste ed è stata solo tamponata.

…per concludere definitivamente le ipotesi di guerra bisogna coinvolgere l’America Latina ed i Caraibi. La strada è quella indicata dal “Meccanismo di Montevideo” sostenuto da Messico, Uruguay ed i Paesi del Caricom

A chi sia interessato ad approfondire, scusandomi dell’auto-pubblicità, rimando agli interventi pubblicati sul mio blog qui e qui, dei quali riassumo solo alcune indicazioni:

1) nel Venezuela esistono tre poteri costituiti: l’Assemblea nazionale, con presidente temporale Juan Guaidó, costituita in modo Leggi tutto “Quo Vadis Venezuela”

L’assoluzione di Ernesto Cardenal

Foto: AFP

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“Detrás del monasterio, junto al camino,
existe un cementerio de cosas gastadas,
en donde yacen el hierro sarroso, pedazos
de loza, tubos quebrados, alambres retorcidos,
cajetillas de cigarrillos vacías, aserrín
y cinc, plástico envejecido, llantas rotas,
esperando como nosotros la resurrección.”
Ernesto Cardenal, Detrás del monasterio, junto al camino[1]

Con una decisione di Papa francesco, Ernesto Cardenal, sacerdote e poeta nicaraguense di 94 anni, è stato “assolto da tutte le censure canoniche” imposte 35 anni fa da Giovanni Paolo II, che l’aveva sospeso “del ministero per la sua militanza politica” nel Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN).

Il nunzio apostolico in Nicaragua, Stanislaw Waldemar Sommertag, ha comunicato che il Papa ha preso la decisione in considerazione del fatto che “il religioso ha accettato la punizione canonica che gli è stata imposta e l’ha sempre rispettata, senza svolgere alcuna attività pastorale. Inoltre, ha lasciato ogni impegno politico da diversi anni”.

Internato nell’Ospedale Vivian Pellas di Managua per una infezione renale, per la quinta volta negli ultimi 14 mesi, appena nota la comunicazione, Cardenal ha celebrato immediatamente messa dal suo letto Leggi tutto “L’assoluzione di Ernesto Cardenal”