Anche il Cile si ribella, perché?

Succede che gli abusi commessi in Cile qua in Italia sono ancora non immaginabili
Cosa diresti se il Po fosse venduto agli Agnelli, il Ticino ai Benetton e l’Adige a Vittorio Feltri?
Se il Tirreno e l’Adriatico, non le spiagge ma il mare, fossero di proprietà di Berlusconi e associati?
Se le Dolomiti fossero assegnate al patron di Luxotica?
Se i telefoni, la luce, gli ospedali e le scuole fossero messe all’asta?
Se il governo decidesse di non far pagare agli imprenditori le multe per le tasse non pagate? (beh, su questo ne sappiamo qualcosa anche da noi)
Se applicasse la legge antiterrorista a chi si oppone all’IVA o al fracking?
Se le pensioni fossero uguali al 25-30% degli stipendi?
Se gli stipendi medi fossero di meno di 500 euro per 45 ore di lavoro settimanale?
IN UN PAESE IL CUI REDDITO PRO CAPITE MEDIO È DI 25.000 DOLLARI ANNUI,
POCO MENO CHE IN ITALIA
PIÙ CHE IN GRECIA, PORTOGALLO E SPAGNA
Ti verrebbe un po’ di bronca?
E cosa diresti se questi risultati sono stati in buona parte consolidati da governi del centrosinistra?
Se, dopo 30 anni della fine della dittatura, la Costituzione fosse ancora quella di Mussolini?

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Non è il biglietto del metro

Traduco. Non credo necessario aggiungere altro

Non è il biglietto del metro
È salute, È educazione, È pensioni, È casa, È lo stipendio dei parlamentari, È l’aumento della luce, È l’aumento della benzina, È il furto continuo commesso dai militari, È l’avere esento i padroni del pagamento delle tasse evase
È LA DIGNITÀ DI UNA SOCIETA

La destra latinoamericana in azione

Argentina: distrutta da Macri
Brasil: basta dire Bolsonaro
Perù: parlamento chiuso
Cile: in ribellione
Ecuador: in ribellione
Paraguay: in mano alla mafia brasiliana-paraguaiana
Colombia: è un narco-Stato
Honduras: presidente accusato da narcotraffico nei tribunali statunitensi
Guatemala: repressione a gogò
Panama: in mano alle mafie
El Salvador: presidente selfo-maniaco
Puerto Rico: paese distrutto dall’associazione con gli USA
Di sicuro dimentico qualcuno
Non il Venezuela e il Nicaragua sui quali ho scritto a lungo (vedere la mia pagina)
Le prossime elezioni, Argentina, Bolivia e Uruguay, possono modificare questo quadro
Naturalmente, l’impero non sta a guardare
Comunque, se tre indizi sono una prova…

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Cile, la bronca

La bronca
Nel Cono sud dell’America Latina, la bronca è la rabbia diffusa, sorda, normalmente di lungo periodo, spesso latente ma, che quando si manifesta, è sempre collettiva e poco gentile
Forse, anche senza che i suoi protagonisti lo sappiano, è un sentimento prepolitico, tipico di popoli con poca storia di autorganizzazione oppure orfani abbandonati da quelle che una volta furono le loro organizzazioni.
30 anni dopo la fine della dittatura, per lo più governati dal centrosinistra, nel Cile la bronca domina la scena
Le ragioni sono fin troppe
Il governo ha nominato un generale come prefetto di Santiago.
È figlio di un altro generale, tra i pochi agli arresti per il suo ruolo nella dittatura
Certo, il figlio potrebbe non essere un torturatore. Potrebbe
La bronca ci parla dell’abbandono della popolazione da parte di coloro che, teoricamente, potrebbero guidarla
Certo, ci saranno eccezioni. Poche
La bronca ribellione finirà probabilmente male
Coprifuoco, qualche morto, molti arrestati e tanti maltrattati, qualche solenne impegno che non verrà rispettato, piagnistei sulla violenza intrinseca di chi non rispetta i buoni costumi… e la sacralità della proprietà privata o pubblica
Ma nulla di ciò supererà in senso risolutivo la bronca
Il capitolo cileno della legge ferrea dello sfruttamento compulsivo e violento si è spinto molto, troppo avanti, perché gli uomini e donne libere possano rioccupare i grandi viali
Hanno privatizzato la terra, l’acqua, il mare, i fiumi, i ghiacciai…
In un paese il cui reddito pro capite è di poco inferiore a quello italiano, lo stipendio minimo, assai diffuso, non arriva a 500 euro, per 48 ore di lavoro settimanali
In un paese popolato da giovani, ci sono insegnanti e bidelli che a 90 anni continuano a lavorare perché le pensioni non arrivano al 50% dei già miseri stipendi
In una città come Santiago, con oltre 6 milioni di abitanti e, quindi, con ore di percorrenza quotidiana per andare a lavorare o a scuola, il governo ha deciso che il trasporto deve costare come a Milano
La bronca dei giovani si è manifestata nel rifiuto di pagare il biglietto
Poi, è partita l’escalation
Malgrado la lontananza, viene la bronca pure a me

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A propósito del 12 de octubre de 1492. Algunas observaciones sobre el colonialismo, las independencias latinoamericanas y la modernidad – A proposito del 12 ottobre 1492. Alcune osservazioni sul colonialismo, sulle indipendenze latinoamericane e sulla modernità

Hace algunas semanas, escribí un articulo sobre la independencia y las fiestas patrias de Chile que no parece haber sido particularmente apreciado por algunos chilenos.

A ese texto quiero sólo agregar, como pequeño ejemplo adicional, cuanto se lee en el “Acta de constitución de la primera junta de gobierno de Chile” (18 de septiembre de 1810):

“… Siguiendo el ejemplo de cuanto ha hecho el señor gobernador de Cádiz, esta junta ha depositado toda su autoridad en el pueblo para que éste decida el Gobierno más digno de confianza y más adecuado al respeto de las leyes y a la conservación de estos dominios a su legítimo propietario y desgraciado monarca, don Fernando Séptimo …

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A propósito de la fiestas patrias y de los diversos septiembres chilenos

No tengo necesidad de motivos extarordinarios para hacer fiesta.

Para mi es fiesta cuando el sol resurge y descubro que puedo vivir otro día como si fuese el último, aunque confieso que no me parece que el sol resurja todos los días; es fiesta cuando reencuentro mi gente, la legal (no siempre y no toda) y la que elegí entre extraños y llamo amigos; cuando converso con mis hijos; cuando leo el Gabo o a Neruda y escucho Piazzola, Mozart, Rubén Blades, aunque el mundo está plagado de inmundicias musicales; cuando camino mirando el mar, en Chile, en Grecia, en Italia, en Costa Rica y en cualquier parte; cuando hago la paz con mi historia, personal y colectiva, aunque no es raro que me desvele.

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Pompieri piromani o sulla necessità di distruggere l’Antartide per salvare le città del Nord globale

                              “Non il Caos, né l’Orco, né Saturno, né Giapeto,
né alcun altro di questi Dèi decrepiti e fuori moda, fu mio padre,
ma Pluto lui solo, [il dio della ricchezza], padre degli uomini e degli Dèi,
con buona pace di Esiodo, di Omero e dello stesso Giove.
Un suo cenno, ora come sempre, mette sottosopra cielo e terra.
Il suo arbitrio decide della guerra e della pace, degli imperi, dei consigli, dei giudizi,
dei comizi, dei matrimoni, dei trattati, delle alleanze, delle leggi, delle arti,
delle cose scherzose e di quelle serie;
da lui dipendono tutti gli affari pubblici e privati degli uomini.
Senza il suo aiuto, tutta la folla degli Dèi, dei poeti, e, oserò dire,
perfino le stesse divinità maggiori,
o non esisterebbero, o vivacchierebbero alla meglio, di briciole”.

Erasmo da Rotterdam[1]

Scarica il pdf dell’articolo:

Finora ci avevano spiegato che “la temperatura dell’Artico aumenterà tra 3 e 5 gradi centigradi entro il 2050, devastando la regione e innalzando il livello degli oceani in tutto il mondo. E sapevamo che lo scioglimento della calotta polare artica provocherà un aumento dei gas serra incrementando l’acidificazione e l’inquinamento degli oceani… E pure che questi cambiamenti, ormai irreversibili, colpiranno la popolazione e la biodiversità dell’intera regione artica”[2].

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Macri o della “sublime” arte del saccheggio[1]


Il Presidente argentino Mauricio Macri nel dicembre 2015 – Marcos Brindicci | Reuters

È così che abbiamo visto per tutta la seconda presidenza di quell’ineffabile
umorista che, durante un raptus d’ispirazione,
stillò questa goccia d’elisir filosofico:
«In Perù» sentenziò il Presidente Prado, «ci sono due specie di problemi: 
quelli che non si risolvono mai e quelli che si risolvono da soli». 
L’ignoranza dei contadini impedì che un così interessante assioma filosofico
venisse propagato. 
I problemi dei contadini si risolsero a colpi di fucile.”
Manuel Scorza[2]

L’indebitamento acquisito dal macrismo non trova riscontri nella storia argentina.  

– dopo la Seconda guerra mondiale, tramite il Piano Marshall gli USA stanziarono complessivamente 17 miliardi di dollari (equivalenti a 120,535 miliardi di dollari odierni) in 4 anni.

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Calciatori olimpicamente radioattivi


“Gli esperti assicurano che le centrali nucleari di nuova generazione sono sicurissime,
ma comunque io delle nuove generazioni non mi fido lo stesso!”
Bilbo Baggins[1]

A cosa servono i G20 (e gli altri G)? Elementare: a praticare le pubbliche relazioni e a vendere fumo.

Ad esempio, a Tokyo, a fine giugno, sebbene si sappia che si è parlato di dazi, commercio, rischi di nuova recessione, annunci sulle Olimpiadi del 2020, non ci sono sentori di alcuna decisione. In Italia, dove si parla solo di felpe e derivati, può capirsi. Lo s’intende un po’ meno nel Paese del sol levante che nessuno si sia ricordato di Fukushima. A parziale scusante si potrebbe dire che la radioattività è invisibile.

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Morte ai numeri arabi

A scanso di equivoci, perché nell’Italia sovranista potrebbero essersi diffuse confusioni simili, mi preme ricordare che i “numeri arabi” sono, nell’ordine, 1234567890.

Non si conoscono “numeri giudaico-cristiani”.

”Civic Science” è una piattaforma statunitense con sede a Pittsburg, che fornisce servizi ai dirigenti aziendali.

Il 22 maggio 2019 ha pubblicato i risultati di una sua inchiesta fatta da 3.624 interviste a cittadini statunitensi. Ne risulta che il 59% degli intervistati considera che i numeri arabi non devono essere studiati a scuola. Li considerano “dannosi per i loro figli” e temono di “essere contaminati da una malattia irrimediabile, una sorta di febbre violenta e atavica”.

Tra gli elettori repubblicani, i contrari ai numeri arabi sono il 72%. Tra quelli democratici il 40%.  “Tra i due gruppi di votanti non ci sono differenze riguardo il livello di educazione formale”. Viceversa, il 29% del campione pensa che i numeri arabi dovrebbero essere inclusi nei piani di studio e il 15% si è dichiarato perplesso.

Per John Dick, direttore esecutivo di “Civic Science”, “questi risultati sono la testimonianza più triste e divertente del fanatismo statunitense …”[1].

Cercando di dare un piccolo contributo, aggiungo che bisognerebbe eliminare anche il termine algoritmo, che ha come riferimento il saggio persiano di Baghdad al-Khwārizmī [2] (Corasmia, 780 circa d. C. -850 circa d. C.), autore pure dei termini algebra e trigonometria. E volendo essere conseguenti, dovrebbero inoltre eliminarsi molti concetti dell’astronomia/astrologia, della geografia e della cartografia dello stesso saggio zoroastriano.

La sua colpa è lampante nel caso del vocabolo “algebra” che, infatti, deriva dal nome del suo libro al-Kitāb al-mukhtaar fī isāb al-jabr wa l-muqābala, scritto verso l’825 d. C. e tradotto in latino nel XII secolo con il titolo “Algoritmi de numero Indorum”[3].

Per migliorare il mio contributo suggerisco poi di abbattere almeno “L’Alhambra” di Granada, “l’Alcazar” di Siviglia, “La grande Moschea” di Cordoba, la Moschea del Cristo della Luce e la Moschea Toneria di Toledo, il “Palazzo dell’Aljaferia” di Saragozza, il “Castello di Gormaz” di Soria, la “Giralda” di Siviglia …, e di cacciare via coloro che usano il deodorante e/o mangiano riso, canna da zucchero, asparagi, zafferano, more e albicocche.

Eccetera.

Oltre al razzismo, numeri e lettere sono i fili che formano il tessuto delle società, ma le cifre sono un’astrazione il cui uso propagandistico dovrebbe essere un po’ meno rozzo.

La concezione lineare del tempo ed il suo carattere progressivamente povero sono espressioni tipiche del “suprematismo bianco”, nato negli Stati Uniti prima della guerra civile con movimenti come il “Ku Klux Klan”. Il “White Power” ignora molte cose. Ad esempio, che secoli prima del Rinascimento Ibn Firnas aveva cercato di volare a Cordoba (810 d. C.), oppure che il persiano Al Biruni aveva calcolato il raggio della sfera terrestre (973 d. C.).

Negli USA, ma come dimostra l’odierna esperienza italiana la malattia è contagiosa, si pensa che il sapere sia una creatura autonoma sbarcata con i padri pellegrini dal Mayflower nel 1620.

Non a caso, secondo la maggioranza dei partecipanti all’inchiesta l’espressione numeri arabi è contraddittoria con le cifre giudaico-cristiane.

In numerosi video presenti nell’Internet evangelico, anche i pastori e la loro numerosa genia rifiutano queste cifre. Loro, affermano, sono unici, originali e senza contaminazioni intellettuali.

E poi c’è chi si meraviglia di Bolsonaro o Meloni!


[1] https://stepfeed.com/most-americans-reject-arabic-numerals-but-do-they-know-what-they-are?-3696

[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Muḥammad_ibn_Mūsā_al-Khwārizmī

[3] https://www.ebooksdownloads.xyz/search/algoritmi-de-numero-indorum