Il maiale Napoleone e i polli di Renzo (I)

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Introduzione

                                               “Lascio poi pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe, a capo all’in giù, nella mano
 d’un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i
                                                           pensieri che gli passavan a tumulto per la mente.
Ora stendeva il braccio per collera, ora l’alzava per disperazione,
ora lo dibatteva in aria, come per minaccia, e, in tutti i modi,
dava loro di fiere scosse, e faceva balzare quelle quattro teste spenzolate;
le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra,
come accade troppo sovente tra compagni di sventura”.

Alessandro Manzoni, “I promessi sposi”, 1840[1]

AVVISO N. 1

“Achtung! Banditi! Avviso allo 0,1% della popolazione mondiale (7,5 milioni di persone):

Per impedire che gli altri 7,5 miliardi di terricoli si accorgano dell’assalto a mano armata che stiamo perpetrando contro di loro, abbiamo messo in piedi uno spettacolino. I nostri scienziati lo chiamano distrazione. Si modifica a seconda delle latitudini ma la sostanza non cambia. Non avete motivi da avere paura ma fate finta di crederci. Consigliamo di essere contagiosi. Iniettare paura è un ottimo viatico per comandare: Se qualcuno teme di essere sgozzato e poi scopre che si limitano a rubargli la casa, la terra, il lavoro o i suoi risparmi, si sentirà sollevato. Gli è andata bene, è ancora vivo e mentre c’è vita c’è speranza!

Per ora, nel Nord ci limitiamo alla guerra ideologica. Nel Sud abbiamo già dato inizio ai primi vagiti dell’Ordine nuovo”.

AVVISO N. 2

“Cari compagni: dopo aver cacciato il signor Jones dalla nostra fattoria, durante un breve periodo siamo riusciti a far prevalere la democrazia animale o, quantomeno, forme di convivenza animaliste fondate sul principio «da ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni». Poi però, si è scatenata la dittatura dei maiali capeggiati da Napoleone, il suino più feroce, e ci siamo dovuti limitare ad osservare esterrefatti i nostri ex sodali usare la frusta esattamente come faceva l’antico padrone. Hanno pure provveduto a sostituire il nostro leggendario motto «Tutti gli animali sono uguali», col ridicolo slogan «Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri»”.[2]

Per la storia ufficiale, capitalismo e democrazia sono un binomio inseparabile. Questo accoppiamento ha tanto senso quanto ne avrebbe attribuire l’invenzione della pioggia a Vespasiano[3].

Eppure, ha avuto successo, anche perché, nonostante la democrazia sia una conquista popolare, la sinistra ha tranquillamente accettato questa identificazione. Anzi, spesso ha confuso – e continua a confondere – la democrazia col capitalismo. In questo senso è una sinistra certa del fatto Leggi tutto “Il maiale Napoleone e i polli di Renzo (I)”

Grecia: dal saccheggio al latrocinio

DELIGNE / Gaglecartoons

“Vanno in scena due medici e uno dice all’altro:
«Sono molto contento di come ho curato un mio paziente».
«Ah, è guarito?».
«No, è morto. Ma secondo le regole…»
«Son ben sfacciati i malati a pretendere che voialtri dottori li facciate star bene»
«Verissimo!
Noi siamo tenuti solamente a trattare i clienti nelle debite forme, prendere lo stipendio, ordinare medicine, quanto al guarire, ci pensino loro!»
«Ma, che forse scopo della medicina è guarire i malati?
Noo, semmai è seguire le procedure»”

Molière[1]

Lo scorso 21 giugno l’Eurogruppo ha concesso la terza – e teoricamente ultima – tranche del “riscatto” della Grecia mettendo fine ad 8 anni di iniezioni di denaro condizionate all’applicazione implacabile del neoliberismo tramite tagli e “riforme”.

Con i 15 miliardi di euro di questa terza fase del “riscatto”, dal 2010 ad oggi sono stati trasferiti alla Grecia, 288,7 miliardi di euro.

Nelle vesti tipiche dei loro rispettivi mestieri, propagandisti politici, propagandisti giornalisti e propagandisti economisti, hanno Leggi tutto “Grecia: dal saccheggio al latrocinio”