Los condenados, círculo latinoamericano

“Está todo muy bien, señora marquesa.
Pero tengo que decirle, señora marquesa,
que habiendo sabido que estaba arruinado,
apenas se recuperó de la sorpresa el señor marqués se suicidó.
Después de haber amontonado los muebles derramó las velas
y le dio fuego a todo el castillo que se quemó completamente
desde abajo hasta arriba.
Porque el viento soplaba, el incendio se propagó velozmente a las caballerizas
y en menos que canta un gallo,
murió también vuestra potranca.
Pero, por lo demás, señora marquesa, esta todo muy bien,
tout va très bien”.
Ray Ventura et ses collégiens, “Tout va très bien, Madame la marquise”, 1935

Soy, trato de ser, un sentipensante.

Entiendo decir que la educación, las reflexiones, el aprendizaje … me llevan a tratar de conjugar mis escasos conocimientos con los sentimientos y el cuerpo y, por reflejo, con el quehacer teórico y práctico. Y viceversa;

que rechazo coscientemente el límite fijado por la sola observación de cuanto sucede masticando palomitas de pop corn;

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Como sera el lunes chileno?

Pienso que en buena medida depende de como seran el domingo argentino y uruguayo
Si en Argentina el fraude electoral permite que Macri llegue al segundo turno y en Uruguay el Frente Amplio no se posiciona bien para el segundo turno, el gobierno chileno endurecera su posicion
Y viceversa
Y lo que sucedera en Chile marcara el martes ecuatoriano y boliviano
Y todos juntos narcaran el miercoles peruano y el jueves venezolano
Como nunca, los procesos latinoamericanos se condicionan mutuamente
Y la solidaridad popular regional adquiere una importancia palpable

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Desafinados (Scordati)

L’europarlamento ha deciso che i porti resteranno chiusi ai profughi e alle navi delle ONG.
I pentastellati si sono astenuti. Sono 14.
La maggioranza ha deciso la chiusura per due (2) voti

L’europarlamento ha votato a larga maggioranza contro la richiesta di una discussione in aula sulla situazione cilena (293 contro 106)
Buona parte degli europarlamentari del PD ha votato per impedirla

A commento di queste due decisioni mi vengono in mente solo espressioni vietate dalle leggi e dai modi civili

Meglio limitarsi ad una tautologia:
“La derecha y la izquierda unidas, jamas seran vencidas”

Come a dire
Alleluia
I funzionari funzionano
Glii operai operano
Gli asini asinano
I vescovi vescovano
Gli impiegati impiegano
I pirla pirlano
I bari barano ed i nullafacenti nullafacciono.
Tutto è giusto e normale.

EL SANTIAGAZO


Segundo tentativo de lectura provisoria y, por ende, sujeta a todo tipo de errores y de sucesivas correcciones
Mañana italiana del 21 de octubre de 2019

La vision del gobierno chileno (en sentido amplio)
Fase 1: permitir el caos
Fase 2: aumentar el caos
Fase 3: encerrarlos en casa para escapar del caos
Fase 4: la población pide a gritos finalizar el caos
Fase 5: desembarca la mano dura

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Anche il Cile si ribella, perché?

Succede che gli abusi commessi in Cile qua in Italia sono ancora non immaginabili
Cosa diresti se il Po fosse venduto agli Agnelli, il Ticino ai Benetton e l’Adige a Vittorio Feltri?
Se il Tirreno e l’Adriatico, non le spiagge ma il mare, fossero di proprietà di Berlusconi e associati?
Se le Dolomiti fossero assegnate al patron di Luxotica?
Se i telefoni, la luce, gli ospedali e le scuole fossero messe all’asta?
Se il governo decidesse di non far pagare agli imprenditori le multe per le tasse non pagate? (beh, su questo ne sappiamo qualcosa anche da noi)
Se applicasse la legge antiterrorista a chi si oppone all’IVA o al fracking?
Se le pensioni fossero uguali al 25-30% degli stipendi?
Se gli stipendi medi fossero di meno di 500 euro per 45 ore di lavoro settimanale?
IN UN PAESE IL CUI REDDITO PRO CAPITE MEDIO È DI 25.000 DOLLARI ANNUI,
POCO MENO CHE IN ITALIA
PIÙ CHE IN GRECIA, PORTOGALLO E SPAGNA
Ti verrebbe un po’ di bronca?
E cosa diresti se questi risultati sono stati in buona parte consolidati da governi del centrosinistra?
Se, dopo 30 anni della fine della dittatura, la Costituzione fosse ancora quella di Mussolini?

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Non è il biglietto del metro

Traduco. Non credo necessario aggiungere altro

Non è il biglietto del metro
È salute, È educazione, È pensioni, È casa, È lo stipendio dei parlamentari, È l’aumento della luce, È l’aumento della benzina, È il furto continuo commesso dai militari, È l’avere esento i padroni del pagamento delle tasse evase
È LA DIGNITÀ DI UNA SOCIETA

La destra latinoamericana in azione

Argentina: distrutta da Macri
Brasil: basta dire Bolsonaro
Perù: parlamento chiuso
Cile: in ribellione
Ecuador: in ribellione
Paraguay: in mano alla mafia brasiliana-paraguaiana
Colombia: è un narco-Stato
Honduras: presidente accusato da narcotraffico nei tribunali statunitensi
Guatemala: repressione a gogò
Panama: in mano alle mafie
El Salvador: presidente selfo-maniaco
Puerto Rico: paese distrutto dall’associazione con gli USA
Di sicuro dimentico qualcuno
Non il Venezuela e il Nicaragua sui quali ho scritto a lungo (vedere la mia pagina)
Le prossime elezioni, Argentina, Bolivia e Uruguay, possono modificare questo quadro
Naturalmente, l’impero non sta a guardare
Comunque, se tre indizi sono una prova…

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Cile, la bronca

La bronca
Nel Cono sud dell’America Latina, la bronca è la rabbia diffusa, sorda, normalmente di lungo periodo, spesso latente ma, che quando si manifesta, è sempre collettiva e poco gentile
Forse, anche senza che i suoi protagonisti lo sappiano, è un sentimento prepolitico, tipico di popoli con poca storia di autorganizzazione oppure orfani abbandonati da quelle che una volta furono le loro organizzazioni.
30 anni dopo la fine della dittatura, per lo più governati dal centrosinistra, nel Cile la bronca domina la scena
Le ragioni sono fin troppe
Il governo ha nominato un generale come prefetto di Santiago.
È figlio di un altro generale, tra i pochi agli arresti per il suo ruolo nella dittatura
Certo, il figlio potrebbe non essere un torturatore. Potrebbe
La bronca ci parla dell’abbandono della popolazione da parte di coloro che, teoricamente, potrebbero guidarla
Certo, ci saranno eccezioni. Poche
La bronca ribellione finirà probabilmente male
Coprifuoco, qualche morto, molti arrestati e tanti maltrattati, qualche solenne impegno che non verrà rispettato, piagnistei sulla violenza intrinseca di chi non rispetta i buoni costumi… e la sacralità della proprietà privata o pubblica
Ma nulla di ciò supererà in senso risolutivo la bronca
Il capitolo cileno della legge ferrea dello sfruttamento compulsivo e violento si è spinto molto, troppo avanti, perché gli uomini e donne libere possano rioccupare i grandi viali
Hanno privatizzato la terra, l’acqua, il mare, i fiumi, i ghiacciai…
In un paese il cui reddito pro capite è di poco inferiore a quello italiano, lo stipendio minimo, assai diffuso, non arriva a 500 euro, per 48 ore di lavoro settimanali
In un paese popolato da giovani, ci sono insegnanti e bidelli che a 90 anni continuano a lavorare perché le pensioni non arrivano al 50% dei già miseri stipendi
In una città come Santiago, con oltre 6 milioni di abitanti e, quindi, con ore di percorrenza quotidiana per andare a lavorare o a scuola, il governo ha deciso che il trasporto deve costare come a Milano
La bronca dei giovani si è manifestata nel rifiuto di pagare il biglietto
Poi, è partita l’escalation
Malgrado la lontananza, viene la bronca pure a me

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A propósito de la fiestas patrias y de los diversos septiembres chilenos

No tengo necesidad de motivos extarordinarios para hacer fiesta.

Para mi es fiesta cuando el sol resurge y descubro que puedo vivir otro día como si fuese el último, aunque confieso que no me parece que el sol resurja todos los días; es fiesta cuando reencuentro mi gente, la legal (no siempre y no toda) y la que elegí entre extraños y llamo amigos; cuando converso con mis hijos; cuando leo el Gabo o a Neruda y escucho Piazzola, Mozart, Rubén Blades, aunque el mundo está plagado de inmundicias musicales; cuando camino mirando el mar, en Chile, en Grecia, en Italia, en Costa Rica y en cualquier parte; cuando hago la paz con mi historia, personal y colectiva, aunque no es raro que me desvele.

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Cavalcando ricordi sparsi sulle note degli Inti Illimani

Quella che segue è la postfazione che ho scritto per il libro di Eduardo “Mono” Carrasco, curato da Francesco Comina, “Inti-Illimani: storia e mito. Ricordi di un muralista cileno”, edito dalla casa editrice “Il Margine” di Trento. 2010. pdf: Cavalcando ricordi sparsi sulle note degli Inti Illimani

1) Parafrasando Guccini, posso dire che ricordo bene qual era l’epoca dei fatti e qual era il loro mestiere: Roma, fine febbraio 1974, artisti.

Ero appena arrivato a Roma, senza pagare il biglietto, come un pacco postale o, più gentilmente, come un sopravvissuto. Non sapevo bene ancora a cosa e a chi dovessi la mia sopravvivenza. Non lo so ancora, ma ho smesso di domandarmelo da tempo.

2) Ognuno di noi ha tre tipi di memoria.

La prima è documentale, puramente cronologica. Ci permette di ricordare la data delle guerre, delle rivoluzioni e degli onomastici delle persone care. È importante per orientarsi nel tempo, ossia per ricordare quanto siano vecchi i neonati e quanto siamo ancora giovani i vecchi. Leggi tutto “Cavalcando ricordi sparsi sulle note degli Inti Illimani”