Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (VI)

Viviamo tempi in cui risulta terrificante essere vivi:
oggi è difficile pensare gli esseri umani come esseri razionali, dovunque dirigiamo lo sguardo vediamo brutalità e stupidità. Sembrerebbe persino che non ci sia altro da vedere; dovunque prevale una discesa verso la barbarie che siamo incapaci di evitare.
Ma penso che pur se è vero che esiste un deterioramento generale dei nostri comportamenti, proprio perché le circostanze sono terrificanti restiamo ipnotizzati e non ci accorgiamo – o se lo facciamo gli restiamo importanza – dell’esistenza di forze altrettanto potenti di natura contraria: le forze della ragione, della sensatezza e della civiltà.

Doris Lessing, “Le prigioni che abbiamo dentro. 5 lezioni sulla libertà”, Minimum Fax, Roma 1988

 

Le principali cause del deterioramento della situazione sociale italiana sono i rapporti di potere e di genere esistenti. Il determinismo tecnologico è un argomento alternativo per provare a nascondere questa realtà. Leggi tutto “Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (VI)”

Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (V)

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” (Lucio Annea Seneca, 62-65)

Assistiamo allo scontro tra due logiche contrapposte.
Quella tra la logica dell’individualismo, del profitto a qualsiasi costo, della concorrenza e della lotta di tutti contro tutti, e la logica della solidarietà, dei beni comuni, del servizio pubblico.
A questo scontro è impossibile non prendere parte.
Bisogna scegliere tra una logica competitiva implacabile – «l’alito gelato della società mercantile», scriveva Benjamin – e l’alito caldo della solidarietà e del bene pubblico

Daniel Bensaïd, “Les Irréductibles”,  2001.

Oltre vent’anni fa, Giorgio Gaber si chiedeva “cos’è la destra, cos’è la sinistra”. Mancando ancora una definizione condivisa, è d’obbligo constatare che l’accettazione acritica del dogma neoliberista da parte di personaggi che, curiosamente, ancora molti continuano a considerare progressisti – Clinton negli Stati Uniti, Blair nel Regno Unito, Schröder in Germania, Hollande e Valls in Francia, Rodríguez Zapatero in Spagna, Renzi in Italia – li ha portati ad adottare in pieno la spiegazione neoliberista della crisi sociale, così attribuendola alle trasformazioni tecnologiche. È avvenuto malgrado lo stesso FMI abbia dovuto riconoscere: “Negli ultimi decenni quasi un quinto della popolazione mondiale, ha regredito. Si può affermare che si tratta di uno dei più grandi fallimenti economici del XX secolo”. Leggi tutto “Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (V)”

Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (IV)

“Meglio tenere la bocca chiusa e sembrare stupido che aprirla e dissipare il dubbio” (Mark Twain)

“Tra tutti i topi Josephine è l’unica a cantare e, quando lo fa, ogni animale si      ferma ad ascoltare.
In realtà Josephine, convinta di cantare, semplicemente fischia, come tutti gli altri topi, anzi, forse persino peggio, ma solo lei, forse perché matta o arrogante, folle o geniale, si separa dalla miseria, consacrando tutta sé stessa al suo flebile canto indisponente.
Il suo allora diventa un fischio che scioglie le catene del quotidiano e consente al popolo dei topi un’esperienza liberata dalla fatica del sudore del pane e della sopravvivenza.
Non importa che sia una topolina arrogante, faccia le scene, crei persino pericoli per i suoi simili … Arte o natura? Caducità o eternità? Piattezza o elevazione? O non piuttosto che il popolo, nella sua saggezza, abbia collocato il canto di Josephine così in alto proprio perché in tal modo non potesse andar perduto?”

Franz Kafka, “Giuseppina la cantante ossia il popolo dei topi” 1924

I dati – l’evidenza scientifica esistente – mettono in dubbio che la rivoluzione robotica sia stata una delle cause importanti del deterioramento del mercato del lavoro.

Il primo fondamento moderno della tesi sulla scomparsa del lavoro si trova in un lavoro dei professori Carl Benedikt Frey e Michael A. Osborne dell’Università di Oxford, pubblicato il 17 settembre 2013 col titolo “The Future of Employment: How susceptible are jobs to computerisation?”. Secondo gli autori, in base ai loro studi il 47% dei posti di lavoro negli USA sono a rischio di scomparsa in seguito all’introduzione di nuove tecniche digitali come la computerizzazione dei posti di lavoro, Leggi tutto “Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (IV)”

Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (III)

Raramente ci sono sorprese, ma spesso ci sono sorpresi

Sì.
È stato il loro anarchismo, il loro amore per l’umanità, a condannarli.
Quando Vanzetti è stato arrestato, aveva in tasca un volantino che convocava ad una riunione che doveva tenersi cinque giorni dopo. Era un volantino che potrebbe essere distribuito oggi, in tutto il mondo, adeguato tanto quanto lo era il giorno in cui è stato arrestato.
Diceva: «Hanno combattuto in tutte le guerre. Hanno lavorato per tutti i capitalisti. Hanno fatto avanti e indietro in tutti i Paesi.
Hanno raccolto i frutti delle loro fatiche, il premio per le loro vittorie? Il passato riesce a consolarli? Il presente gli sorride? Il futuro gli promette qualcosa? Hanno trovato un lembo di terra dove possano vivere come esseri umani e morire come esseri umani?
Su queste problematiche, su questi argomenti della lotta per l’esistenza, Bartolomeo Vanzetti parlerà in quell’incontro»”. 

Howard Zinn:A Power Governments Cannot Suppress”, City Lights Books, San Francisco 2007.

 

Come già accennato, le principali cause del deterioramento delle condizioni di vita delle classi popolari si legano all’applicazione di politiche pubbliche neoliberiste – ad esempio le riforme del lavoro, anche quando si cerca di travestirle ricorrendo all’inglese – e a politiche fiscali regressive. La loro somma Leggi tutto “Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (III)”

Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (II)

Storie, poco edificanti, di ubriaconi e adoratori di serpenti

“Sotto un lampione c’è un ubriaco che sta cercando qualcosa.
“Si avvicina un poliziotto e gli chiede cosa ha perduto.
«La mia chiave» risponde l’uomo e si mettono a cercare tutti e due.
Dopo aver guardato a lungo, il poliziotto gli chiede se è proprio sicuro di averla persa lì.
L’altro risponde: «No, non qui, là dietro; solo che là è troppo buio»
Assurdo? Se è così che pensate, state cercando anche voi nel luogo sbagliato.
Perché il vantaggio, in questo caso, è che tale ricerca non porta a niente, se non «ancora allo stesso» cioè al niente… L’aspirante all’infelicità si deve attenere a due semplici regole.
Primo: esiste un’unica soluzione possibile, consentita, ragionevole, sensata e logica di un problema, e se questi sforzi non hanno ancora avuto successo, questo prova soltanto che non ci si è ancora sufficientemente applicati ad essa.
Secondo: la supposizione che esista solo quest’unica soluzione non può mai in quanto tale essere messa in discussione, prove di verifica possono essere fatte solo relativamente alla sua applicazione”.

 Paul Wastlawick, “Istruzioni per rendersi infelici”, Feltrinelli, Milano 1997

 

Rimando un approfondimento sull’ideologia neoliberista, ideologia condivisa dalla stragrande maggioranza dello spettro politico italiano (a destra e a sinistra).

Pur senza trattarla, non penso correre il rischio di essere smentito affermando che, oggi, in Italia, ma anche in Europa e nel mondo, i maggiori problemi delle classi popolari Leggi tutto “Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (II)”

Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (I)

Sul gigante Tom e alcune definizioni elementari

Erano i giorni migliori, erano i giorni peggiori, era un’epoca di saggezza, era un’epoca di follia, era tempo di fede, era tempo di incredulità, era una stagione di luce, era una stagione buia, era la primavera della speranza, era l’inverno della disperazione, ogni futuro era di fronte a noi, e futuro non avevamo, diretti verso il paradiso, eravamo incamminati nella direzione opposta.

Charles Dickens, “Una storia tra due città” (1859)

Ho molto rispetto per l’idea del reddito di cittadinanza. E, una grande ammirazione per il suo autore. Colgo l’occasione per parlarne brevemente nel primo capitolo di un ragionamento più lungo che pubblicherò in questo blog nei prossimi giorni.

Correva il lontano 1797 quando il rivoluzionario internazionalista Thomas Paine[1], proponeva il “dividendo di cittadinanza”, tramite il quale tutti i cittadini avrebbero ricevuto regolarmente degli introiti (“dividendi”) dalle entrate percepite dallo Stato per l’affitto, il noleggio Leggi tutto “Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (I)”