Darwin, noci e sopravvissuti


    “La conservazione delle differenze e variazioni individuali favorevoli e la distruzione di quelle nocive sono state da me chiamate
«selezione naturale» o «sopravvivenza del più adatto».
Le variazioni che non sono né utili né nocive non saranno influenzate
dalla selezione naturale, e rimarranno allo stato di elementi fluttuanti,
come si può osservare in certe specie polimorfe, o infine, si fisseranno,
per cause dipendenti dalla natura dell’organismo e da quella delle condizioni”.
Charles Darwin[1]

Ho cercato nei testi di Darwin una pista per definire chi sono i più adatti, i prescelti dalla selezione naturale. Non ho trovato nulla. Ma, allora, chi sono i più adatti? I più belli? i più alti? i più bianchi? i più ricchi? i più figli di puttana? i più speranzosi? i più tenaci? i più furbi? Nessuna risposta trova corrispondenza con la teoria dell’evoluzione. Insomma, Darwin non ha mai definito “i più adatti”.

Poiché la sopravvivenza è cosa seria, cerco un’altra strada per arrivare a definirli a partire da qualcosa che so, che tutti sappiamo. Lo esprimo con grande moderazione: il riscaldamento globale è una minaccia ecologica seria.

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I tempi della politica e la vita, tutta, sempre

(lapresse)

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Siamo così abituati o rassegnati a perdere che abbiamo finito usando la Storia come campo metafisico di una lotta senza fine la cui stessa continuità finisce trasformandosi “nella vittoria”.

Trovo urticante la tendenza a consolarci da una sconfitta ricorrendo alla idea, banale e inesatta, che “la Storia non finisce mai”.

Se Trump e Bolsonaro vincono le elezioni, se la cultura patriarcale si rimette orgogliosamente in piedi, se le “primavere arabi” sono sconfitte Leggi tutto “I tempi della politica e la vita, tutta, sempre”