Contro la fantasia

Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro perché il «male» ed il «potere» hanno un aspetto così tetro?
Dovrei anche rinunciare ad un po’ di dignità, farmi umile e accettare che sia questa la realtà?

Francesco Guccini, “Don Chisciotte” (“Stagioni”, 2000)

La fantasia non ha limiti. Il mondo ne ha.

La fantasia è inebriante. Adottando i suoi parametri, possiamo vedere geni volanti, eseguire trasformazioni magiche, osservare tavoli che si riempiono di cibo da soli, sorprenderci davanti a gnomi che attraversano i muri e a gracili fate che fanno scomparire giganti, mangiare pareti di torrone e trasformare le zucche in carrozze (senza dimenticarci dei profeti che separano le acque del mare con un bastone). Insomma, bastano un apriti sesamo o un abracadabra perché miti e racconti facciano scomparire gli ostacoli che la geologia e la storia pongono sulla strada degli umani. Come a dire che Perrault, i fratelli Grimm, Andersen, Hoffmann, e prima ancora Esopo, erano grandi fantasiosi che riuscivano ad alleggerirci delle miserie del mondo sublunare con dei sogni scatenati.

Il problema è che questi nomi non racchiudono quelli di tutti i fantasiosi, e neppure di quelli principali. Leggi tutto “Contro la fantasia”

Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (VI)

Viviamo tempi in cui risulta terrificante essere vivi:
oggi è difficile pensare gli esseri umani come esseri razionali, dovunque dirigiamo lo sguardo vediamo brutalità e stupidità. Sembrerebbe persino che non ci sia altro da vedere; dovunque prevale una discesa verso la barbarie che siamo incapaci di evitare.
Ma penso che pur se è vero che esiste un deterioramento generale dei nostri comportamenti, proprio perché le circostanze sono terrificanti restiamo ipnotizzati e non ci accorgiamo – o se lo facciamo gli restiamo importanza – dell’esistenza di forze altrettanto potenti di natura contraria: le forze della ragione, della sensatezza e della civiltà.

Doris Lessing, “Le prigioni che abbiamo dentro. 5 lezioni sulla libertà”, Minimum Fax, Roma 1988

 

Le principali cause del deterioramento della situazione sociale italiana sono i rapporti di potere e di genere esistenti. Il determinismo tecnologico è un argomento alternativo per provare a nascondere questa realtà. Leggi tutto “Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (VI)”

Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (V)

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” (Lucio Annea Seneca, 62-65)

Assistiamo allo scontro tra due logiche contrapposte.
Quella tra la logica dell’individualismo, del profitto a qualsiasi costo, della concorrenza e della lotta di tutti contro tutti, e la logica della solidarietà, dei beni comuni, del servizio pubblico.
A questo scontro è impossibile non prendere parte.
Bisogna scegliere tra una logica competitiva implacabile – «l’alito gelato della società mercantile», scriveva Benjamin – e l’alito caldo della solidarietà e del bene pubblico

Daniel Bensaïd, “Les Irréductibles”,  2001.

Oltre vent’anni fa, Giorgio Gaber si chiedeva “cos’è la destra, cos’è la sinistra”. Mancando ancora una definizione condivisa, è d’obbligo constatare che l’accettazione acritica del dogma neoliberista da parte di personaggi che, curiosamente, ancora molti continuano a considerare progressisti – Clinton negli Stati Uniti, Blair nel Regno Unito, Schröder in Germania, Hollande e Valls in Francia, Rodríguez Zapatero in Spagna, Renzi in Italia – li ha portati ad adottare in pieno la spiegazione neoliberista della crisi sociale, così attribuendola alle trasformazioni tecnologiche. È avvenuto malgrado lo stesso FMI abbia dovuto riconoscere: “Negli ultimi decenni quasi un quinto della popolazione mondiale, ha regredito. Si può affermare che si tratta di uno dei più grandi fallimenti economici del XX secolo”. Leggi tutto “Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (V)”

Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (IV)

“Meglio tenere la bocca chiusa e sembrare stupido che aprirla e dissipare il dubbio” (Mark Twain)

“Tra tutti i topi Josephine è l’unica a cantare e, quando lo fa, ogni animale si      ferma ad ascoltare.
In realtà Josephine, convinta di cantare, semplicemente fischia, come tutti gli altri topi, anzi, forse persino peggio, ma solo lei, forse perché matta o arrogante, folle o geniale, si separa dalla miseria, consacrando tutta sé stessa al suo flebile canto indisponente.
Il suo allora diventa un fischio che scioglie le catene del quotidiano e consente al popolo dei topi un’esperienza liberata dalla fatica del sudore del pane e della sopravvivenza.
Non importa che sia una topolina arrogante, faccia le scene, crei persino pericoli per i suoi simili … Arte o natura? Caducità o eternità? Piattezza o elevazione? O non piuttosto che il popolo, nella sua saggezza, abbia collocato il canto di Josephine così in alto proprio perché in tal modo non potesse andar perduto?”

Franz Kafka, “Giuseppina la cantante ossia il popolo dei topi” 1924

I dati – l’evidenza scientifica esistente – mettono in dubbio che la rivoluzione robotica sia stata una delle cause importanti del deterioramento del mercato del lavoro.

Il primo fondamento moderno della tesi sulla scomparsa del lavoro si trova in un lavoro dei professori Carl Benedikt Frey e Michael A. Osborne dell’Università di Oxford, pubblicato il 17 settembre 2013 col titolo “The Future of Employment: How susceptible are jobs to computerisation?”. Secondo gli autori, in base ai loro studi il 47% dei posti di lavoro negli USA sono a rischio di scomparsa in seguito all’introduzione di nuove tecniche digitali come la computerizzazione dei posti di lavoro, Leggi tutto “Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (IV)”

Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (III)

Raramente ci sono sorprese, ma spesso ci sono sorpresi

Sì.
È stato il loro anarchismo, il loro amore per l’umanità, a condannarli.
Quando Vanzetti è stato arrestato, aveva in tasca un volantino che convocava ad una riunione che doveva tenersi cinque giorni dopo. Era un volantino che potrebbe essere distribuito oggi, in tutto il mondo, adeguato tanto quanto lo era il giorno in cui è stato arrestato.
Diceva: «Hanno combattuto in tutte le guerre. Hanno lavorato per tutti i capitalisti. Hanno fatto avanti e indietro in tutti i Paesi.
Hanno raccolto i frutti delle loro fatiche, il premio per le loro vittorie? Il passato riesce a consolarli? Il presente gli sorride? Il futuro gli promette qualcosa? Hanno trovato un lembo di terra dove possano vivere come esseri umani e morire come esseri umani?
Su queste problematiche, su questi argomenti della lotta per l’esistenza, Bartolomeo Vanzetti parlerà in quell’incontro»”. 

Howard Zinn:A Power Governments Cannot Suppress”, City Lights Books, San Francisco 2007.

 

Come già accennato, le principali cause del deterioramento delle condizioni di vita delle classi popolari si legano all’applicazione di politiche pubbliche neoliberiste – ad esempio le riforme del lavoro, anche quando si cerca di travestirle ricorrendo all’inglese – e a politiche fiscali regressive. La loro somma Leggi tutto “Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (III)”

Parole contro la pace

Erich Mühsam era un poeta ebreo tedesco vittima dal nazismo. Nel 1933 venne arrestato e incarcerato. Per esercitarsi – eravamo solo agli inizi del nazionalsocialismo e il loro allenamento era, ancora, fondamentalmente teorico – i suoi torturatori decisero di immettere nella sua cella uno scimpanzé che avevano rubato dal laboratorio di uno scienziato, anche lui ebreo, anche lui agli arresti.
Come parte del loro allenamento pratico, e per poter esercitarsi nella malvagità, i soldati nazisti si aspettavano che la scimmia aggredisse Mühsam il quale, secondo gli storici, era in condizioni fisiche estremamente penose.
Invece, prendendo alla sprovvista i sorpresi aguzzini, lo scimpanzé abbracciò il prigioniero, assunse un atteggiamento protettivo e cercò di lenire il suo dolore leccandogli le ferite.
Infuriati dalla pietà dimostrata dall’animale, i torturatori lo torturarono e lo uccisero. E sebbene, forse, non riuscirono ad esercitarsi, probabilmente riuscirono a divertirsi.
Da quel povero scimpanzé impariamo che, quantomeno nel caso del poeta ebreo tedesco, la pietà è una qualità animale che si esercita senza che la specie abbia la benché minima importanza.
Impariamo, anche, che probabilmente il suo atteggiamento era dovuto al fatto che Mühsam si ritrovava in penose condizioni di salute, il che non avveniva con altri esseri umani con i quali l’animale aveva avuto rapporti, e che – forse – questa condizione risvegliò in lui sentimenti di pietà.
 Infine, indipendentemente del fatto che, per antonomasia, il nazismo sia l’immagine del male e una tra le rappresentazioni più brutali di ciò che è in grado di essere l’essere umano, impariamo che il male è condizione innata in molti tra questi esseri umani: lo scimpanzé è stato ucciso per non rispettare il suo presunto compito, e perché la sua pietà si collocava in una posizione apertamente contraddittoria con tutta la filosofia nazista (perché, in fin dei conti, sempre di filosofia e di condizione umana si trattava). Leggi tutto “Parole contro la pace”

Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (II)

Storie, poco edificanti, di ubriaconi e adoratori di serpenti

“Sotto un lampione c’è un ubriaco che sta cercando qualcosa.
“Si avvicina un poliziotto e gli chiede cosa ha perduto.
«La mia chiave» risponde l’uomo e si mettono a cercare tutti e due.
Dopo aver guardato a lungo, il poliziotto gli chiede se è proprio sicuro di averla persa lì.
L’altro risponde: «No, non qui, là dietro; solo che là è troppo buio»
Assurdo? Se è così che pensate, state cercando anche voi nel luogo sbagliato.
Perché il vantaggio, in questo caso, è che tale ricerca non porta a niente, se non «ancora allo stesso» cioè al niente… L’aspirante all’infelicità si deve attenere a due semplici regole.
Primo: esiste un’unica soluzione possibile, consentita, ragionevole, sensata e logica di un problema, e se questi sforzi non hanno ancora avuto successo, questo prova soltanto che non ci si è ancora sufficientemente applicati ad essa.
Secondo: la supposizione che esista solo quest’unica soluzione non può mai in quanto tale essere messa in discussione, prove di verifica possono essere fatte solo relativamente alla sua applicazione”.

 Paul Wastlawick, “Istruzioni per rendersi infelici”, Feltrinelli, Milano 1997

 

Rimando un approfondimento sull’ideologia neoliberista, ideologia condivisa dalla stragrande maggioranza dello spettro politico italiano (a destra e a sinistra).

Pur senza trattarla, non penso correre il rischio di essere smentito affermando che, oggi, in Italia, ma anche in Europa e nel mondo, i maggiori problemi delle classi popolari Leggi tutto “Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (II)”

Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (I)

Sul gigante Tom e alcune definizioni elementari

Erano i giorni migliori, erano i giorni peggiori, era un’epoca di saggezza, era un’epoca di follia, era tempo di fede, era tempo di incredulità, era una stagione di luce, era una stagione buia, era la primavera della speranza, era l’inverno della disperazione, ogni futuro era di fronte a noi, e futuro non avevamo, diretti verso il paradiso, eravamo incamminati nella direzione opposta.

Charles Dickens, “Una storia tra due città” (1859)

Ho molto rispetto per l’idea del reddito di cittadinanza. E, una grande ammirazione per il suo autore. Colgo l’occasione per parlarne brevemente nel primo capitolo di un ragionamento più lungo che pubblicherò in questo blog nei prossimi giorni.

Correva il lontano 1797 quando il rivoluzionario internazionalista Thomas Paine[1], proponeva il “dividendo di cittadinanza”, tramite il quale tutti i cittadini avrebbero ricevuto regolarmente degli introiti (“dividendi”) dalle entrate percepite dallo Stato per l’affitto, il noleggio Leggi tutto “Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (I)”

A mo’ di presentazione

Secondo un noto aforisma di Mao, “c’è un grande disordine sotto il cielo. La situazione è eccellente”. A me pare che regni il caos – comunque un disordine potenziato – e la situazione sia pessima. Anzitutto per i risultati.

Non c’è che l’imbarazzo della scelta per illustrarli. Senza pensarci troppo ricorderei che:

  • nel solo 2017 si stima che 50.000 bambini yemeniti siano morti di fame, oltre 130 al giorno, mentre il conflitto in corso ha direttamente causato la morte di almeno 6.000 civili. Andrà peggio, perché le bombe saudite hanno distrutto il 50% delle infrastrutture sanitarie, di trasporto, elettriche e di desalinizzazione, dal novembre 2017 milioni di yemeniti sono senz’acqua e il colera imperversa. Secondo l’Ufficio per il coordinamento degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite (Ocha), nel 2018 oltre 22 milioni di persone hanno bisogno di aiuti umanitari (l’80 per cento della popolazione);
  • ben prima che sbarcasse il fantoccio travestito da presidente che intende abolire le pensioni e ha già reintrodotto la schiavitù, il registro ufficiale (INCRA) lo certificava: grazie all’incredibile concentrazione della proprietà rurale, nel 2010 in Brasile oltre 228 milioni di ettari erano mantenuti improduttivi da circa 69 mila grandi proprietà, 2.285.000 chilometri quadrati, oltre sette volte l’Italia. In quest’ordine sostanzialmente coloniale, del tutto logicamente la fortuna dei 6 più ricchi ha superato la “ricchezza” di 100 milioni di brasiliani;
  • nel Messico, se si crede agli obiettivi indicati dai governi, l’uso dei militari contro il narcotraffico è stato assolutamente fallimentare. In compenso ha moltiplicato per tre gli omicidi (una media di quasi 80 al giorno nel 2017, di cui 7 femminicidi), e i desaparecidos ormai hanno largamente superato le terrificanti cifre raggiunte nell’Argentina dei generali;
  • a partire dal 9 luglio 2018, a Città del Capo la disponibilità di acqua sarà di 25 litri a testa, quando per una veloce doccia ce ne vogliono 5, e per mangiare altri 5. Naturalmente, queste previsioni ufficiali potrebbero essere smentite da un miracolo. Comunque, dal febbraio 2018 ogni abitante dispone di 50 litri al giorno. Prima ne adoperava 300-350;
  • nel marzo 2018, il presidente del Perù si è dimesso dall’incarico dopo che la TV ha trasmesso una serie di video in cui si dimostrava oltre ogni ragionevole dubbio l’avvenuto acquisto del voto di numerosi “onorevoli” dell’opposizione (tintinnavano le monete e lampeggiava il verde dei bigliettoni). Ciò in Italia non dovrebbe scandalizzare nessuno, stante ben noti precedenti. Tra l’altro, un recente precursore dei peruviani mangiasoldi, l’ex senatore Domenico Scilipoti, ha pure indicato la rotta da seguire: privo del seggio, è infatti diventato vicepresidente della commissione Scienze e Tecnologia della Nato (giugno 2017);
  • il 14 ottobre 2007 il quotidiano “Hindustan Times” rivelava uno studio del governo indiano in base al quale il 77% della popolazione, ovvero 836 milioni di persone, viveva con meno di 20 rupie al giorno (circa 0,25 euro). Poiché, secondo la TV nostrana, l’India vive un miracolo economico, va ricordato che secondo la Commissione nazionale indiana per le imprese del settore informale, queste sono formate da 320 milioni di lavoratori poveri. In India come qua, i neoliberisti, compresi molti profeti della sinistra, li chiamano “capitale umano”. Sempre in vena di miracoli, per il combinato disposto OGM-indebitamento, negli ultimi anni si sono suicidati 270.000 agricoltori, uno ogni 39 minuti.

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