Ai tempi della grande bugia

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“Nel paese della bugia, la verità è una malattia”

Gianni Rodari[1]

Il 20 marzo 2003 aveva inizio la guerra degli Stati Uniti in Iraq. Da questa parte del mondo l’anniversario è passato sotto silenzio. Come altre guerre recenti o ancora in corso, sembra diventata parte di un rumore di fondo: un’altra guerra, un’altra bugia.

Il 5 febbraio 2003 l’allora segretario di Stato degli Stati Uniti, Colin Powell, Leggi tutto “Ai tempi della grande bugia”

In memoria di Patricio Bustos Streeter

Ieri, 4 giugno 2018 è morto a Santiago, Cile, il mio amico Patricio.
L’ho conosciuto a Milano, negli anni ’80. Tutti e due eravamo stati premiati con la borsa di studio Pinochet.
Patricio faceva il medico, in un carcere milanese.
Negli Anni ‘90 è tornato con la sua famiglia in Cile, dove ha fatto parecchie cose.
Ne accenno solo tre.

Villa Grimaldi è stato il primo centro di torture dell’esercito cileno. Si stima che i torturati in questa struttura furono 4.500, tra cui la futura Presidenta del Cile, Michelle Bachelet, torturata accanto a sua madre. Gli scomparsi accertati sono 266[1]. Leggi tutto “In memoria di Patricio Bustos Streeter”

I 12 anni e un mese di solitudine di Lula

A scanso di equivoci, non pretendo di raccontare una storia obiettiva. Come già Erodoto ci spiegò, i fatti possono essere raccontati come cronaca – e allora saremmo al buon giornalismo (o al lavoro storico), oppure isolando alcuni fatti, in modo necessariamente arbitrario, per raccontare una storia. In questo caso siamo al lavoro del romanziere (o del passacarte).

Vedete voi.

Former Brazilian president Luiz Inacio Lula da Silva reacts during a meeting with intellectuals at Oi Casa Grande Theater in Rio de Janeiro, Brazil, on January 16, 2018. / AFP PHOTO / MAURO PIMENTEL

Stando alle cronache, a inizio giugno 2018 Lula ha a disposizione una bicicletta senza ruote, una TV e un pugno di libri. Bicicletta e TV sono state frutto di una lunga trattativa con i giudici. La bici gli serve per combattere l’ipertensione (gliela prescrisse un medico dopo che aveva superato un cancro), la TV gli serviva per guardare la finale del campionato di calcio giocato dal suo Corinthians, che, per la cronaca, ha vinto il campionato 2017. Per bontà dei carcerieri, l’apparecchio televisivo è rimasto all’interno dei 15 metri quadrati con bagno e finestra sbarrata che costituiscono la sua cella a Curitiba. Leggi tutto “I 12 anni e un mese di solitudine di Lula”