I quattro villani e la minima immoralia

In quest’epoca di pazzi ci mancavano gli idioti dell’orrore.
Ho sentito degli spari in una via del centro
quante stupide galline che si azzuffano per niente
minima immoralia
minima immoralia


Franco Battiato[1]

Nei miei testi precedenti temo di non avere messo sufficientemente in chiaro due questioni che reputo essenziali sul caso Assange.

La prima è il carattere illegale dell’arresto

Il 4 febbraio 2016, il Gruppo di Lavoro dell’ONU contro gli arresti arbitrari ha stabilito che l’arresto di Assange era “arbitrario e illegale”. La sentenza, non vincolante, precisava: “I governi della Svezia e dell’Inghilterra devono garantirne la sicurezza e integrità fisica, facilitarne la libertà di movimento nel modo più spedito possibile e il pieno godimento dei diritti garantiti dalle norme internazionali riguardo il fermo di persone”[2]

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Ecuador, USA e Assange: storie e peripezie non esemplari



Lenín Moreno, presidente de Ecuador, e Paul Manafort, ex capo della campagna elettorale di Trump. (Foto: EFE/Reuters)

 “Una mattina Gregorio Samsa, destandosi da sogni inquieti, si trovò mutato,
nel suo letto, in un insetto mostruoso. Era disteso sul dorso, duro come una corazza,
e alzando un poco il capo poteva vedere il suo ventre bruno convesso,
solcato da nervature arcuate,
sul quale si manteneva a stento la coperta, prossima a scivolare a terra.
Una quantità di gambe, compassionevolmente sottili in confronto alla sua mole,
gli si agitava dinanzi agli occhi.

Franz Kafka[1]

1.- Il mattino del 2 aprile 2017, la Commissione elettorale ecuadoriana annunciava che Lenin Moreno aveva vinto il ballottaggio presidenziale.

La stessa sera, 2 aprile 2017, il presidente eletto da una coalizione di sinistra, si riuniva con Paul Manafort, responsabile della campagna elettorale del presidente statunitense Donald Trump tra giugno e agosto 2016, quando era stato costretto a dimettersi perché implicato in scandali di corruzione[2].

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Moreno, il traditore, ha condannato Julian Assange ad una probabile pena di morte

Assange portato fuori a forza dall’ambasciata ecuadoriana di Londra da agenti britannici. Estratto dal video dell’agenzia russa Ruptly

                                                                                  “Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì”

Augusto Monterossa[1]


L’11 aprile 2019 è stata una giornata funesta, per i libici, per i profughi, per le tante popolazioni abbandonate da Dio e perseguitate dagli uomini, e per l’informazione.

La cattura di Julian Assange – grazie alla complicità del presidente dell’Ecuador, Lenin Moreno – ha creato un penoso precedente per la violazione impune dei diritti umani, del diritto d’asilo, della libertà di stampa, della cittadinanza ecuadoregna, della sovranità nazionale, della legalità diplomatica, della democrazia, della pace e delle libertà.

Mai alcuna polizia si era spinta fino a prendere un esule da un’ambasciata. Nemmeno quella dei governi Pinochet, Videla o Banzer. E ne parlo con conoscenza di causa.

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Nasrin Sotoudeh e l’Inquisizione iraniana

Nasrin Sotoudeh, in un cartello nel centro di Parigi. | REUTERS

“«Se non fossi una strega direi che la situazione sembra stregata» si lamentava Ecate in occasione di un recente incontro al vertice avvenuto nella villa sul Mediterraneo.
«Ci logoriamo di lavoro per far sì che gli uomini siano convinti che esiste
una unica visione della realtà, cioè la propria;
li suggestioniamo fino a persuaderli di sapere con assoluta certezza
cosa c’è nella testa degli altri, in modo che ogni verifica appaia inutile.
Eppure c’è sempre qualcuno che esce dai ranghi e rovina tutto»”
Paul Watzlawick[1]

Il vocalista dei “Queen”, Freddie Mercury, era un noto seguace dello zoroastrismo, per secoli la religione dominante in quasi tutta l’Asia centrale, dal Pakistan all’Arabia Saudita, fino alla nascita e diffusione della religione islamica nel VII secolo. Tra le più antiche religioni viventi è la più importante e nota dell’Iran antico o preislamico. Prende il nome dal fondatore Zoroastro (Zarathustra), vissuto in Persia probabilmente tra il X ed il VII-VI secolo a.C., e ha avuto ampia influenza su diverse altre religioni, tra cui il giudaismo e il Cristianesimo.

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