L’assoluzione di Ernesto Cardenal

Foto: AFP

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“Detrás del monasterio, junto al camino,
existe un cementerio de cosas gastadas,
en donde yacen el hierro sarroso, pedazos
de loza, tubos quebrados, alambres retorcidos,
cajetillas de cigarrillos vacías, aserrín
y cinc, plástico envejecido, llantas rotas,
esperando como nosotros la resurrección.”
Ernesto Cardenal, Detrás del monasterio, junto al camino[1]

Con una decisione di Papa francesco, Ernesto Cardenal, sacerdote e poeta nicaraguense di 94 anni, è stato “assolto da tutte le censure canoniche” imposte 35 anni fa da Giovanni Paolo II, che l’aveva sospeso “del ministero per la sua militanza politica” nel Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN).

Il nunzio apostolico in Nicaragua, Stanislaw Waldemar Sommertag, ha comunicato che il Papa ha preso la decisione in considerazione del fatto che “il religioso ha accettato la punizione canonica che gli è stata imposta e l’ha sempre rispettata, senza svolgere alcuna attività pastorale. Inoltre, ha lasciato ogni impegno politico da diversi anni”.

Internato nell’Ospedale Vivian Pellas di Managua per una infezione renale, per la quinta volta negli ultimi 14 mesi, appena nota la comunicazione, Cardenal ha celebrato immediatamente messa dal suo letto Leggi tutto “L’assoluzione di Ernesto Cardenal”

Lettera a Monsignor Romero

Per le strade di Panchimalco, San Salvador, El Salvador. “Anche se la pallottola assassina mi uccidesse, resusciterei nel mio popolo”. (AP Photo/Salvador Melendez)

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Il 14 ottobre 2018, Oscar Arnulfo Romero è stato canonizzato alle 10,30 del mattino da Papa Francesco, in Vaticano.

Presumo per cerchiobottismo verso i benpensanti, insieme a lui sono stati canonizzati altri 6 nuovi santi.

La RAI e le sue sorelle, non potendo fare a meno di raccontare l’evento, hanno creato automaticamente l’accoppiata Romero-Montini (Paolo VI) che, a sentir loro, sarebbero accomunati dalle sofferenze. E RAI News è arrivata a sostenere che Romero era stato ucciso dai narcos!

Ufficialmente, Romero è diventato santo perché ad anni di distanza avrebbe guarito un contadino. Come fece Wojtyla con una suora guarita dal cancro e Paolo VI con una mamma che aveva problemi per portare a termine una gravidanza.

Non tocca a me discutere i criteri di una canonizzazione, che reputo compito esclusivo dei credenti preposti, e sono comunque felice che Romero abbia avuto tale riconoscimento.

Nondimeno, segnalo che Romero era ed è santo per la sua gente, fin dallo stesso 24 marzo 1980 in cui fu assassinato dagli squadroni della morte della destra salvadoregna (come hanno riconosciuto tutti, salvo la RAI).

Non lo è diventato per i suoi veri o presunti miracoli, ma perché ha condiviso fino in fondo la fortuna, o meglio detto la sfortuna, della sua gente, garantendole riflessione, elaborazione teorica, direzione, compassione nel senso più alto, compagnia.

Enrique e Carlos Mejía Godoy, i maggiori cantanti dell’epopea sandinista (oggi conseguentemente all’opposizione di Daniel Ortega) cantano infatti “Con Farabundo e Romero”. Penso tutti lo sappiano, ma a scanso di equivoci ricordo che il riferimento è a Farabundo Martí, luogotente di Augusto Cesar Sandino e fondatore di ciò che poi diventerà il Fronte Farabundo Martí di Liberazione Nazionale, FMLN.

Conclusione: non so se Romero sia stato un santo. Non ho le conoscenze per affermarlo.

So, però, che la sua gente lo considerava tale, e tanto mi basta.

Nel 2005, per il 25 anniversario del suo assassinato scrissi un pezzo che, per omaggiarlo, riproduco a continuazione.

Lettera a Monsignor Oscar Romero in occasione del 25° anniversario del suo assassinio[1]

“Fu quando gli zingari arrivarono al mare che la gente li vide,
che la gente li vide come si presentano loro,
loro, loro gli zingari,
come un gruppo cencioso, così disuguale
e negli occhi, negli occhi impossibile,
impossibile poterli guardare.

Enzo Jannacci, “Gli zingari”, (1968)

 

Caro Monsignore, sono passati 25 anni dal tuo assassinio e tredici dalla firma degli accordi di pace che hanno messo fine alla guerra civile nel tuo paese. Leggi tutto “Lettera a Monsignor Romero”