Oltre 14 milioni di persone alla fame nello Yemen La metà sono bimbi

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Tra l’aprile 2015 e l’ottobre 2018 sono morti per fame circa 85 mila bambini.

Il bambino della foto (AFP) si chiama (chiamava?) Ghazi Saleh. Ha (aveva?) 10 anni, pesa (pesava?) 8 chili. Era vivo l’altro ieri, 21 novembre 2018, ma respirava con difficoltà in un letto dell’ospedale di Taez, sudovest dello Yemen. Troppo debole per muoversi, anche per piangere, lottava per tenere gli occhi aperti. Non mangia da tempo, ha raccontato all’agenzia Afp l’infermiera Emane Ali.

Ad Al Moudhafar, l’ospedale dove Ghazi è ricoverato, i bambini nelle sue condizioni sono molti. Troppo deboli per mangiare, si cerca di salvarli alimentandoli per via intravenosa.

Nello Yemen, oltre 14 milioni di persone sono sull’orlo della carestia, secondo l’ONU. La metà sono bambini, secondo l’ Unicef.

In un rapporto datato 21 novembre 2018 (https://yemen.savethechildren.net/), Save the Children cifra in 84.701 i bambini morti per malnutrizione acuta grave tra l’aprile 2015 e l’ottobre 2018.

Tamer Kirolos, direttrice della ONG nello Yemen, aggiunge: “Per ogni bimbo morto da bombe e le pallottole, dozzine muoiono di fame e ciò può essere evitato … I bambini che muoiono di fame soffrono enormemente man mano le loro funzioni vitali diminuiscono fino arrestarsi. La fragilità dei loro sistemi immunologici li rende più propensi alle infezioni, e la loro debolezza è tale che la maggior parte non riesce neanche Leggi tutto “Oltre 14 milioni di persone alla fame nello Yemen La metà sono bimbi”

Spigoli della quarta guerra mondiale: appunti sui femminicidi

[Immagine in evidenza: Screenshot del film Apocalypse Now Redux (2001) di Francis Ford Coppola. Elicotteri del tenente colonnello Kilgore all’attacco di un villaggio controllato dai vietcong]

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Estate dell’ultima guerra
non quella ma questa che c’è
ancora col culo per terra
insieme soltanto noi tre

Enzo Jannacci, “E allora andiam”, dall’albo “E allora concerto”, 1981

In Italia, non passa ormai giorno che i media non ci sputino addosso il racconto di una donna ammazzata dal marito, compagno, fidanzato, padre. È successo oggi, ieri, o nel migliore dei casi l’altro ieri. La notizia, declamata con l’enfasi e la regolarità di un orologio rotto (che comunque indica l’ora giusta due volte al giorno), suona rituale quanto il meteo show. È sorprendente ma è vero: ci siamo talmente abituati ad ascoltare questa notizia che non ci fa più saltare sulla sedia, urlare, sentire il freddo correrci sulla schiena o semplicemente incazzarci. Leggi tutto “Spigoli della quarta guerra mondiale: appunti sui femminicidi”

Ode tutta personale a Jack lo Squartatore

Come abbiamo apprezzato in molte volte di questi giorni, i grandi media finiscono sempre per giustificare tutti i fini.

Come corollario aggiungo che i grandi mezzi, oltre a giustificare, santificano tutte le azioni.

Intendo dire che per poter uccidere – mettiamo – un milione di persone, bisogna far sembrare tutto ciò che facciamo soltanto una mostra della nostra superiorità.

La strada è segnata: è necessario accumulare tanta ricchezza, tante armi, tanto potere, apparire tante volte sui giornali Leggi tutto “Ode tutta personale a Jack lo Squartatore”

Cronaca non troppo seria su crisi, moltiplicazioni, differenziali e olocausti, nel giorno formalmente dedicato alla infanzia

Il mondo è un luogo pericoloso.
Non a cause delle persone che compiono azioni malvagie,
ma a causa di quelle che osservano senza far nulla.

Albert Einstein, “Why Socialism”, “Monthly Review”, New York maggio 1949.

Dopo le gravi e non troppo serie giornate dedicate a Mattarella, Di Maio, Salvini, Cottarelli e un tal Martina, “a me – avrebbe cantato Gaber – mi è venuta la colite, c’ho lo spasmo intestinale”. Purtroppo, nessuno di questi canta. Essendo meno poetico, pur conoscendo i rischi di trangugiare informazioni, illustrati da Miguel de Cervantes e don Chisciotte, mi sono venute delle strambe idee. Colpa dei primi caldi estivi o, più probabilmente, poiché essendo fatto male mi sento a disagio dal dover sorbirmi intere edizioni dei TG dedicate a un così lodevole problema e a così scottanti personaggi (certo, solo il mio masochismo mi costringe a seguirli).

Il mio disagio aumenta dopo avere letto che oggi, 1° giugno, Giornata internazionale dei bambini, secondo Save the Children 1,2 miliardi di bambini sotto i 5 anni “rischiano di soffrire le conseguenze della malnutrizione, di non andare a scuola e ricevere un’istruzione o di essere costretti a lavorare o a sposarsi troppo presto”. Leggi tutto “Cronaca non troppo seria su crisi, moltiplicazioni, differenziali e olocausti, nel giorno formalmente dedicato alla infanzia”