Moreno, il traditore, ha condannato Julian Assange ad una probabile pena di morte

Assange portato fuori a forza dall’ambasciata ecuadoriana di Londra da agenti britannici. Estratto dal video dell’agenzia russa Ruptly

                                                                                  “Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì”

Augusto Monterossa[1]


L’11 aprile 2019 è stata una giornata funesta, per i libici, per i profughi, per le tante popolazioni abbandonate da Dio e perseguitate dagli uomini, e per l’informazione.

La cattura di Julian Assange – grazie alla complicità del presidente dell’Ecuador, Lenin Moreno – ha creato un penoso precedente per la violazione impune dei diritti umani, del diritto d’asilo, della libertà di stampa, della cittadinanza ecuadoregna, della sovranità nazionale, della legalità diplomatica, della democrazia, della pace e delle libertà.

Mai alcuna polizia si era spinta fino a prendere un esule da un’ambasciata. Nemmeno quella dei governi Pinochet, Videla o Banzer. E ne parlo con conoscenza di causa.

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Ai tempi della grande bugia

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“Nel paese della bugia, la verità è una malattia”

Gianni Rodari[1]

Il 20 marzo 2003 aveva inizio la guerra degli Stati Uniti in Iraq. Da questa parte del mondo l’anniversario è passato sotto silenzio. Come altre guerre recenti o ancora in corso, sembra diventata parte di un rumore di fondo: un’altra guerra, un’altra bugia.

Il 5 febbraio 2003 l’allora segretario di Stato degli Stati Uniti, Colin Powell, Leggi tutto “Ai tempi della grande bugia”