Appunti sul 5G, sull’economia e sull’obiettività della scienza

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Si produce per il profitto, non già per l’uso.
Non esiste alcun provvedimento per garantire che tutti coloro
che sono atti e desiderosi di lavorare siano sempre in condizioni di trovare un impiego;
un «esercito di disoccupati» esiste quasi in permanenza.
Il lavoratore vive nel costante timore di perdere il suo impiego.
Poiché i disoccupati e i lavoratori mal retribuiti non rappresentano un mercato vantaggioso,
la produzione delle merci per il consumo è limitata, con conseguente grave danno.
Il progresso tecnico spesso si risolve in una maggiore disoccupazione,
piuttosto che in un alleggerimento del lavoro per tutti.
Il movente dell’utile, insieme con la concorrenza tra i capitalisti,
è responsabile dell’instabilità nell’accumulazione e nell’utilizzazione del capitale,
destinata a portare a crisi sempre più gravi.

Albert Einstein, “Perché il socialismo”[1]

In tutta Europa è in atto una campagna contro la Cina che assume diverse forme ma nelle ultime settimane ha preso la forma di una crociata contro il sistema di comunicazione 5G. Significherebbe, dicono, consegnare ai cinesi tutti i dati sensibili del Paese. La NATO è arrivata a parlare persino di escludere la Germania dalle intese strategiche se questa continua a coltivare cattive compagnie.

Ammesso che avvenga l’attivazione del 5G prevista per il 2020, non avrà effetti visibili immediati. I cellulari si connetteranno più velocemente e diminuirà Leggi tutto “Appunti sul 5G, sull’economia e sull’obiettività della scienza”

Spigoli della quarta guerra mondiale: appunti sui femminicidi

[Immagine in evidenza: Screenshot del film Apocalypse Now Redux (2001) di Francis Ford Coppola. Elicotteri del tenente colonnello Kilgore all’attacco di un villaggio controllato dai vietcong]

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Estate dell’ultima guerra
non quella ma questa che c’è
ancora col culo per terra
insieme soltanto noi tre

Enzo Jannacci, “E allora andiam”, dall’albo “E allora concerto”, 1981

In Italia, non passa ormai giorno che i media non ci sputino addosso il racconto di una donna ammazzata dal marito, compagno, fidanzato, padre. È successo oggi, ieri, o nel migliore dei casi l’altro ieri. La notizia, declamata con l’enfasi e la regolarità di un orologio rotto (che comunque indica l’ora giusta due volte al giorno), suona rituale quanto il meteo show. È sorprendente ma è vero: ci siamo talmente abituati ad ascoltare questa notizia che non ci fa più saltare sulla sedia, urlare, sentire il freddo correrci sulla schiena o semplicemente incazzarci. Leggi tutto “Spigoli della quarta guerra mondiale: appunti sui femminicidi”

Ode tutta personale a Jack lo Squartatore

Come abbiamo apprezzato in molte volte di questi giorni, i grandi media finiscono sempre per giustificare tutti i fini.

Come corollario aggiungo che i grandi mezzi, oltre a giustificare, santificano tutte le azioni.

Intendo dire che per poter uccidere – mettiamo – un milione di persone, bisogna far sembrare tutto ciò che facciamo soltanto una mostra della nostra superiorità.

La strada è segnata: è necessario accumulare tanta ricchezza, tante armi, tanto potere, apparire tante volte sui giornali Leggi tutto “Ode tutta personale a Jack lo Squartatore”

Un affare certo, equo, sostenibile e di grande avvenire

Sulla luna, per piacere/non mandate un generale:
ne farebbe una caserma/con la tromba e il caporale.
Non mandateci un banchiere/sul satellite d’argento,
o lo mette in cassaforte/per mostrarlo a pagamento.
Non mandateci un ministro/col suo seguito di uscieri:
empirebbe di scartoffie/i lunatici crateri.

Gianni Rodari, “Sulla luna”, “Filastrocche in cielo e in terra” (Einaudi, 1960)

Considerando:

  • la nostra sintonia col “governo del cambia-mento”, in particolare col suo molto onorevole ministro degli interni;
  • che, Maroni dixit, non è sempre semplice cacciare via velocemente migliaia di emigrati (?).

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Contro la fantasia

Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro perché il «male» ed il «potere» hanno un aspetto così tetro?
Dovrei anche rinunciare ad un po’ di dignità, farmi umile e accettare che sia questa la realtà?

Francesco Guccini, “Don Chisciotte” (“Stagioni”, 2000)

La fantasia non ha limiti. Il mondo ne ha.

La fantasia è inebriante. Adottando i suoi parametri, possiamo vedere geni volanti, eseguire trasformazioni magiche, osservare tavoli che si riempiono di cibo da soli, sorprenderci davanti a gnomi che attraversano i muri e a gracili fate che fanno scomparire giganti, mangiare pareti di torrone e trasformare le zucche in carrozze (senza dimenticarci dei profeti che separano le acque del mare con un bastone). Insomma, bastano un apriti sesamo o un abracadabra perché miti e racconti facciano scomparire gli ostacoli che la geologia e la storia pongono sulla strada degli umani. Come a dire che Perrault, i fratelli Grimm, Andersen, Hoffmann, e prima ancora Esopo, erano grandi fantasiosi che riuscivano ad alleggerirci delle miserie del mondo sublunare con dei sogni scatenati.

Il problema è che questi nomi non racchiudono quelli di tutti i fantasiosi, e neppure di quelli principali. Leggi tutto “Contro la fantasia”

Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (VI)

Viviamo tempi in cui risulta terrificante essere vivi:
oggi è difficile pensare gli esseri umani come esseri razionali, dovunque dirigiamo lo sguardo vediamo brutalità e stupidità. Sembrerebbe persino che non ci sia altro da vedere; dovunque prevale una discesa verso la barbarie che siamo incapaci di evitare.
Ma penso che pur se è vero che esiste un deterioramento generale dei nostri comportamenti, proprio perché le circostanze sono terrificanti restiamo ipnotizzati e non ci accorgiamo – o se lo facciamo gli restiamo importanza – dell’esistenza di forze altrettanto potenti di natura contraria: le forze della ragione, della sensatezza e della civiltà.

Doris Lessing, “Le prigioni che abbiamo dentro. 5 lezioni sulla libertà”, Minimum Fax, Roma 1988

 

Le principali cause del deterioramento della situazione sociale italiana sono i rapporti di potere e di genere esistenti. Il determinismo tecnologico è un argomento alternativo per provare a nascondere questa realtà. Leggi tutto “Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (VI)”

Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (V)

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” (Lucio Annea Seneca, 62-65)

Assistiamo allo scontro tra due logiche contrapposte.
Quella tra la logica dell’individualismo, del profitto a qualsiasi costo, della concorrenza e della lotta di tutti contro tutti, e la logica della solidarietà, dei beni comuni, del servizio pubblico.
A questo scontro è impossibile non prendere parte.
Bisogna scegliere tra una logica competitiva implacabile – «l’alito gelato della società mercantile», scriveva Benjamin – e l’alito caldo della solidarietà e del bene pubblico

Daniel Bensaïd, “Les Irréductibles”,  2001.

Oltre vent’anni fa, Giorgio Gaber si chiedeva “cos’è la destra, cos’è la sinistra”. Mancando ancora una definizione condivisa, è d’obbligo constatare che l’accettazione acritica del dogma neoliberista da parte di personaggi che, curiosamente, ancora molti continuano a considerare progressisti – Clinton negli Stati Uniti, Blair nel Regno Unito, Schröder in Germania, Hollande e Valls in Francia, Rodríguez Zapatero in Spagna, Renzi in Italia – li ha portati ad adottare in pieno la spiegazione neoliberista della crisi sociale, così attribuendola alle trasformazioni tecnologiche. È avvenuto malgrado lo stesso FMI abbia dovuto riconoscere: “Negli ultimi decenni quasi un quinto della popolazione mondiale, ha regredito. Si può affermare che si tratta di uno dei più grandi fallimenti economici del XX secolo”. Leggi tutto “Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (V)”

Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (IV)

“Meglio tenere la bocca chiusa e sembrare stupido che aprirla e dissipare il dubbio” (Mark Twain)

“Tra tutti i topi Josephine è l’unica a cantare e, quando lo fa, ogni animale si      ferma ad ascoltare.
In realtà Josephine, convinta di cantare, semplicemente fischia, come tutti gli altri topi, anzi, forse persino peggio, ma solo lei, forse perché matta o arrogante, folle o geniale, si separa dalla miseria, consacrando tutta sé stessa al suo flebile canto indisponente.
Il suo allora diventa un fischio che scioglie le catene del quotidiano e consente al popolo dei topi un’esperienza liberata dalla fatica del sudore del pane e della sopravvivenza.
Non importa che sia una topolina arrogante, faccia le scene, crei persino pericoli per i suoi simili … Arte o natura? Caducità o eternità? Piattezza o elevazione? O non piuttosto che il popolo, nella sua saggezza, abbia collocato il canto di Josephine così in alto proprio perché in tal modo non potesse andar perduto?”

Franz Kafka, “Giuseppina la cantante ossia il popolo dei topi” 1924

I dati – l’evidenza scientifica esistente – mettono in dubbio che la rivoluzione robotica sia stata una delle cause importanti del deterioramento del mercato del lavoro.

Il primo fondamento moderno della tesi sulla scomparsa del lavoro si trova in un lavoro dei professori Carl Benedikt Frey e Michael A. Osborne dell’Università di Oxford, pubblicato il 17 settembre 2013 col titolo “The Future of Employment: How susceptible are jobs to computerisation?”. Secondo gli autori, in base ai loro studi il 47% dei posti di lavoro negli USA sono a rischio di scomparsa in seguito all’introduzione di nuove tecniche digitali come la computerizzazione dei posti di lavoro, Leggi tutto “Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (IV)”

Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (III)

Raramente ci sono sorprese, ma spesso ci sono sorpresi

Sì.
È stato il loro anarchismo, il loro amore per l’umanità, a condannarli.
Quando Vanzetti è stato arrestato, aveva in tasca un volantino che convocava ad una riunione che doveva tenersi cinque giorni dopo. Era un volantino che potrebbe essere distribuito oggi, in tutto il mondo, adeguato tanto quanto lo era il giorno in cui è stato arrestato.
Diceva: «Hanno combattuto in tutte le guerre. Hanno lavorato per tutti i capitalisti. Hanno fatto avanti e indietro in tutti i Paesi.
Hanno raccolto i frutti delle loro fatiche, il premio per le loro vittorie? Il passato riesce a consolarli? Il presente gli sorride? Il futuro gli promette qualcosa? Hanno trovato un lembo di terra dove possano vivere come esseri umani e morire come esseri umani?
Su queste problematiche, su questi argomenti della lotta per l’esistenza, Bartolomeo Vanzetti parlerà in quell’incontro»”. 

Howard Zinn:A Power Governments Cannot Suppress”, City Lights Books, San Francisco 2007.

 

Come già accennato, le principali cause del deterioramento delle condizioni di vita delle classi popolari si legano all’applicazione di politiche pubbliche neoliberiste – ad esempio le riforme del lavoro, anche quando si cerca di travestirle ricorrendo all’inglese – e a politiche fiscali regressive. La loro somma Leggi tutto “Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (III)”