Macri o della “sublime” arte del saccheggio[1]


Il Presidente argentino Mauricio Macri nel dicembre 2015 – Marcos Brindicci | Reuters

È così che abbiamo visto per tutta la seconda presidenza di quell’ineffabile
umorista che, durante un raptus d’ispirazione,
stillò questa goccia d’elisir filosofico:
«In Perù» sentenziò il Presidente Prado, «ci sono due specie di problemi: 
quelli che non si risolvono mai e quelli che si risolvono da soli». 
L’ignoranza dei contadini impedì che un così interessante assioma filosofico
venisse propagato. 
I problemi dei contadini si risolsero a colpi di fucile.”
Manuel Scorza[2]

L’indebitamento acquisito dal macrismo non trova riscontri nella storia argentina.  

– dopo la Seconda guerra mondiale, tramite il Piano Marshall gli USA stanziarono complessivamente 17 miliardi di dollari (equivalenti a 120,535 miliardi di dollari odierni) in 4 anni.

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Il San Lorenzo de Almagro il presidente Macri e la rivista Forbes

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“Admiróse un portugués
de ver que en su tierna infancia
todos los niños en Francia
supiesen hablar francés.
«Arte diabólica es»,
dijo, torciendo el mostacho,
«que para hablar en gabacho
un hidalgo en Portugal
llega a viejo y lo habla mal;
y aquí lo parla un muchacho»”.

Nicolás Fernández de Moratín[1]

In Italia il San Lorenzo de Almagro è diventato noto da quando Papa Bergoglio se n’è dichiarato tifoso.

In Argentina è considerata una tra le squadre coi tifosi creativi. Ad esempio, composero la cosiddetta “hit dell’estate”, cantata per la prima volta il 4 febbraio 2018, durante una partita contro il Boca. Le parole dicevano semplicemente “Mauricio Macri, la puta que te parió!”

Imitato da altri tifosi, è stato cantato in recital, manifestazioni, riunioni politiche, teatri, metro e treni. Continua ad essere cantato.

Domenica scorsa, 3 marzo 2019, i tifosi del San Lorenzo sono tornati alla carica Leggi tutto “Il San Lorenzo de Almagro il presidente Macri e la rivista Forbes”

Grecia: dal saccheggio al latrocinio

DELIGNE / Gaglecartoons

“Vanno in scena due medici e uno dice all’altro:
«Sono molto contento di come ho curato un mio paziente».
«Ah, è guarito?».
«No, è morto. Ma secondo le regole…»
«Son ben sfacciati i malati a pretendere che voialtri dottori li facciate star bene»
«Verissimo!
Noi siamo tenuti solamente a trattare i clienti nelle debite forme, prendere lo stipendio, ordinare medicine, quanto al guarire, ci pensino loro!»
«Ma, che forse scopo della medicina è guarire i malati?
Noo, semmai è seguire le procedure»”

Molière[1]

Lo scorso 21 giugno l’Eurogruppo ha concesso la terza – e teoricamente ultima – tranche del “riscatto” della Grecia mettendo fine ad 8 anni di iniezioni di denaro condizionate all’applicazione implacabile del neoliberismo tramite tagli e “riforme”.

Con i 15 miliardi di euro di questa terza fase del “riscatto”, dal 2010 ad oggi sono stati trasferiti alla Grecia, 288,7 miliardi di euro.

Nelle vesti tipiche dei loro rispettivi mestieri, propagandisti politici, propagandisti giornalisti e propagandisti economisti, hanno Leggi tutto “Grecia: dal saccheggio al latrocinio”

Cronaca non troppo seria su crisi, moltiplicazioni, differenziali e olocausti, nel giorno formalmente dedicato alla infanzia

Il mondo è un luogo pericoloso.
Non a cause delle persone che compiono azioni malvagie,
ma a causa di quelle che osservano senza far nulla.

Albert Einstein, “Why Socialism”, “Monthly Review”, New York maggio 1949.

Dopo le gravi e non troppo serie giornate dedicate a Mattarella, Di Maio, Salvini, Cottarelli e un tal Martina, “a me – avrebbe cantato Gaber – mi è venuta la colite, c’ho lo spasmo intestinale”. Purtroppo, nessuno di questi canta. Essendo meno poetico, pur conoscendo i rischi di trangugiare informazioni, illustrati da Miguel de Cervantes e don Chisciotte, mi sono venute delle strambe idee. Colpa dei primi caldi estivi o, più probabilmente, poiché essendo fatto male mi sento a disagio dal dover sorbirmi intere edizioni dei TG dedicate a un così lodevole problema e a così scottanti personaggi (certo, solo il mio masochismo mi costringe a seguirli).

Il mio disagio aumenta dopo avere letto che oggi, 1° giugno, Giornata internazionale dei bambini, secondo Save the Children 1,2 miliardi di bambini sotto i 5 anni “rischiano di soffrire le conseguenze della malnutrizione, di non andare a scuola e ricevere un’istruzione o di essere costretti a lavorare o a sposarsi troppo presto”. Leggi tutto “Cronaca non troppo seria su crisi, moltiplicazioni, differenziali e olocausti, nel giorno formalmente dedicato alla infanzia”

Contro la fantasia

Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro perché il «male» ed il «potere» hanno un aspetto così tetro?
Dovrei anche rinunciare ad un po’ di dignità, farmi umile e accettare che sia questa la realtà?

Francesco Guccini, “Don Chisciotte” (“Stagioni”, 2000)

La fantasia non ha limiti. Il mondo ne ha.

La fantasia è inebriante. Adottando i suoi parametri, possiamo vedere geni volanti, eseguire trasformazioni magiche, osservare tavoli che si riempiono di cibo da soli, sorprenderci davanti a gnomi che attraversano i muri e a gracili fate che fanno scomparire giganti, mangiare pareti di torrone e trasformare le zucche in carrozze (senza dimenticarci dei profeti che separano le acque del mare con un bastone). Insomma, bastano un apriti sesamo o un abracadabra perché miti e racconti facciano scomparire gli ostacoli che la geologia e la storia pongono sulla strada degli umani. Come a dire che Perrault, i fratelli Grimm, Andersen, Hoffmann, e prima ancora Esopo, erano grandi fantasiosi che riuscivano ad alleggerirci delle miserie del mondo sublunare con dei sogni scatenati.

Il problema è che questi nomi non racchiudono quelli di tutti i fantasiosi, e neppure di quelli principali. Leggi tutto “Contro la fantasia”