Il Putin calciatore

 

Una vita da mediano/a recuperar palloni/nato senza i piedi buoni/lavorare sui polmoni.
Una vita da mediano/con dei compiti precisi/a coprire certe zone/a giocare generosi

Ligabue, Luciano Ligabue, “Una vita da mediano”, in “Miss mondo”, 1999

Intro: Dopo essere stato ucciso da un sicario, il giornalista russo Arkadij Babchenko, rifugiato in Ucraina per sottrarsi alle minacce derivate dalle sue critiche al Cremlino, è miracolosamente risorto.

“La moglie lo aveva trovato in una pozza di sangue fuori dalla porta di casa a Kiev, lo aveva visto salire moribondo sull’ambulanza e poi i medici e la polizia erano tornati indietro per dirle che era morto durante il tragitto. Nessuno credeva davvero che le indagini avrebbero consegnato il nome di un colpevole, girava un identikit a matita. Il presunto assassino che tutti cercavano per le strade della capitale ucraina, intorno al quartiere Dnipro, era ritratto con un cappellino in testa, barba e bavero alzato”[1].

“In mattinata il premier ucraino Volodymyr Groysman aveva accusato Mosca dell’omicidio, scrivendo sul proprio profilo Facebook: «Sono sicuro che la macchina del totalitarismo russo non gli ha perdonato la sua onestà e le sue posizioni di principio»”[2]. Leggi tutto “Il Putin calciatore”

Un affare certo, equo, sostenibile e di grande avvenire

Sulla luna, per piacere/non mandate un generale:
ne farebbe una caserma/con la tromba e il caporale.
Non mandateci un banchiere/sul satellite d’argento,
o lo mette in cassaforte/per mostrarlo a pagamento.
Non mandateci un ministro/col suo seguito di uscieri:
empirebbe di scartoffie/i lunatici crateri.

Gianni Rodari, “Sulla luna”, “Filastrocche in cielo e in terra” (Einaudi, 1960)

Considerando:

  • la nostra sintonia col “governo del cambia-mento”, in particolare col suo molto onorevole ministro degli interni;
  • che, Maroni dixit, non è sempre semplice cacciare via velocemente migliaia di emigrati (?).

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I 12 anni e un mese di solitudine di Lula

A scanso di equivoci, non pretendo di raccontare una storia obiettiva. Come già Erodoto ci spiegò, i fatti possono essere raccontati come cronaca – e allora saremmo al buon giornalismo (o al lavoro storico), oppure isolando alcuni fatti, in modo necessariamente arbitrario, per raccontare una storia. In questo caso siamo al lavoro del romanziere (o del passacarte).

Vedete voi.

Former Brazilian president Luiz Inacio Lula da Silva reacts during a meeting with intellectuals at Oi Casa Grande Theater in Rio de Janeiro, Brazil, on January 16, 2018. / AFP PHOTO / MAURO PIMENTEL

Stando alle cronache, a inizio giugno 2018 Lula ha a disposizione una bicicletta senza ruote, una TV e un pugno di libri. Bicicletta e TV sono state frutto di una lunga trattativa con i giudici. La bici gli serve per combattere l’ipertensione (gliela prescrisse un medico dopo che aveva superato un cancro), la TV gli serviva per guardare la finale del campionato di calcio giocato dal suo Corinthians, che, per la cronaca, ha vinto il campionato 2017. Per bontà dei carcerieri, l’apparecchio televisivo è rimasto all’interno dei 15 metri quadrati con bagno e finestra sbarrata che costituiscono la sua cella a Curitiba. Leggi tutto “I 12 anni e un mese di solitudine di Lula”

Cronaca non troppo seria su crisi, moltiplicazioni, differenziali e olocausti, nel giorno formalmente dedicato alla infanzia

Il mondo è un luogo pericoloso.
Non a cause delle persone che compiono azioni malvagie,
ma a causa di quelle che osservano senza far nulla.

Albert Einstein, “Why Socialism”, “Monthly Review”, New York maggio 1949.

Dopo le gravi e non troppo serie giornate dedicate a Mattarella, Di Maio, Salvini, Cottarelli e un tal Martina, “a me – avrebbe cantato Gaber – mi è venuta la colite, c’ho lo spasmo intestinale”. Purtroppo, nessuno di questi canta. Essendo meno poetico, pur conoscendo i rischi di trangugiare informazioni, illustrati da Miguel de Cervantes e don Chisciotte, mi sono venute delle strambe idee. Colpa dei primi caldi estivi o, più probabilmente, poiché essendo fatto male mi sento a disagio dal dover sorbirmi intere edizioni dei TG dedicate a un così lodevole problema e a così scottanti personaggi (certo, solo il mio masochismo mi costringe a seguirli).

Il mio disagio aumenta dopo avere letto che oggi, 1° giugno, Giornata internazionale dei bambini, secondo Save the Children 1,2 miliardi di bambini sotto i 5 anni “rischiano di soffrire le conseguenze della malnutrizione, di non andare a scuola e ricevere un’istruzione o di essere costretti a lavorare o a sposarsi troppo presto”. Leggi tutto “Cronaca non troppo seria su crisi, moltiplicazioni, differenziali e olocausti, nel giorno formalmente dedicato alla infanzia”

Più carcere gratis per tutti

Negli Stati Uniti, la politica carceraria è un ingranaggio fondamentale del sistema economico. I carcerati lavorano per multinazionali miliardarie.

Le carceri, infatti, sono il terzo datore di lavoro del Paese, dietro solo alla General Motors e a Wall Mart.

Dalla loro privatizzazione, sono diventate un affare moto redditizio. Ci vive il 25% dei carcerati del mondo anche se la popolazione degli USA è solo il 5% di quella mondiale. Leggi tutto “Più carcere gratis per tutti”

Contro la fantasia

Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro perché il «male» ed il «potere» hanno un aspetto così tetro?
Dovrei anche rinunciare ad un po’ di dignità, farmi umile e accettare che sia questa la realtà?

Francesco Guccini, “Don Chisciotte” (“Stagioni”, 2000)

La fantasia non ha limiti. Il mondo ne ha.

La fantasia è inebriante. Adottando i suoi parametri, possiamo vedere geni volanti, eseguire trasformazioni magiche, osservare tavoli che si riempiono di cibo da soli, sorprenderci davanti a gnomi che attraversano i muri e a gracili fate che fanno scomparire giganti, mangiare pareti di torrone e trasformare le zucche in carrozze (senza dimenticarci dei profeti che separano le acque del mare con un bastone). Insomma, bastano un apriti sesamo o un abracadabra perché miti e racconti facciano scomparire gli ostacoli che la geologia e la storia pongono sulla strada degli umani. Come a dire che Perrault, i fratelli Grimm, Andersen, Hoffmann, e prima ancora Esopo, erano grandi fantasiosi che riuscivano ad alleggerirci delle miserie del mondo sublunare con dei sogni scatenati.

Il problema è che questi nomi non racchiudono quelli di tutti i fantasiosi, e neppure di quelli principali. Leggi tutto “Contro la fantasia”

Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (VI)

Viviamo tempi in cui risulta terrificante essere vivi:
oggi è difficile pensare gli esseri umani come esseri razionali, dovunque dirigiamo lo sguardo vediamo brutalità e stupidità. Sembrerebbe persino che non ci sia altro da vedere; dovunque prevale una discesa verso la barbarie che siamo incapaci di evitare.
Ma penso che pur se è vero che esiste un deterioramento generale dei nostri comportamenti, proprio perché le circostanze sono terrificanti restiamo ipnotizzati e non ci accorgiamo – o se lo facciamo gli restiamo importanza – dell’esistenza di forze altrettanto potenti di natura contraria: le forze della ragione, della sensatezza e della civiltà.

Doris Lessing, “Le prigioni che abbiamo dentro. 5 lezioni sulla libertà”, Minimum Fax, Roma 1988

 

Le principali cause del deterioramento della situazione sociale italiana sono i rapporti di potere e di genere esistenti. Il determinismo tecnologico è un argomento alternativo per provare a nascondere questa realtà. Leggi tutto “Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (VI)”

Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (V)

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” (Lucio Annea Seneca, 62-65)

Assistiamo allo scontro tra due logiche contrapposte.
Quella tra la logica dell’individualismo, del profitto a qualsiasi costo, della concorrenza e della lotta di tutti contro tutti, e la logica della solidarietà, dei beni comuni, del servizio pubblico.
A questo scontro è impossibile non prendere parte.
Bisogna scegliere tra una logica competitiva implacabile – «l’alito gelato della società mercantile», scriveva Benjamin – e l’alito caldo della solidarietà e del bene pubblico

Daniel Bensaïd, “Les Irréductibles”,  2001.

Oltre vent’anni fa, Giorgio Gaber si chiedeva “cos’è la destra, cos’è la sinistra”. Mancando ancora una definizione condivisa, è d’obbligo constatare che l’accettazione acritica del dogma neoliberista da parte di personaggi che, curiosamente, ancora molti continuano a considerare progressisti – Clinton negli Stati Uniti, Blair nel Regno Unito, Schröder in Germania, Hollande e Valls in Francia, Rodríguez Zapatero in Spagna, Renzi in Italia – li ha portati ad adottare in pieno la spiegazione neoliberista della crisi sociale, così attribuendola alle trasformazioni tecnologiche. È avvenuto malgrado lo stesso FMI abbia dovuto riconoscere: “Negli ultimi decenni quasi un quinto della popolazione mondiale, ha regredito. Si può affermare che si tratta di uno dei più grandi fallimenti economici del XX secolo”. Leggi tutto “Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (V)”

Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (IV)

“Meglio tenere la bocca chiusa e sembrare stupido che aprirla e dissipare il dubbio” (Mark Twain)

“Tra tutti i topi Josephine è l’unica a cantare e, quando lo fa, ogni animale si      ferma ad ascoltare.
In realtà Josephine, convinta di cantare, semplicemente fischia, come tutti gli altri topi, anzi, forse persino peggio, ma solo lei, forse perché matta o arrogante, folle o geniale, si separa dalla miseria, consacrando tutta sé stessa al suo flebile canto indisponente.
Il suo allora diventa un fischio che scioglie le catene del quotidiano e consente al popolo dei topi un’esperienza liberata dalla fatica del sudore del pane e della sopravvivenza.
Non importa che sia una topolina arrogante, faccia le scene, crei persino pericoli per i suoi simili … Arte o natura? Caducità o eternità? Piattezza o elevazione? O non piuttosto che il popolo, nella sua saggezza, abbia collocato il canto di Josephine così in alto proprio perché in tal modo non potesse andar perduto?”

Franz Kafka, “Giuseppina la cantante ossia il popolo dei topi” 1924

I dati – l’evidenza scientifica esistente – mettono in dubbio che la rivoluzione robotica sia stata una delle cause importanti del deterioramento del mercato del lavoro.

Il primo fondamento moderno della tesi sulla scomparsa del lavoro si trova in un lavoro dei professori Carl Benedikt Frey e Michael A. Osborne dell’Università di Oxford, pubblicato il 17 settembre 2013 col titolo “The Future of Employment: How susceptible are jobs to computerisation?”. Secondo gli autori, in base ai loro studi il 47% dei posti di lavoro negli USA sono a rischio di scomparsa in seguito all’introduzione di nuove tecniche digitali come la computerizzazione dei posti di lavoro, Leggi tutto “Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (IV)”

Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (III)

Raramente ci sono sorprese, ma spesso ci sono sorpresi

Sì.
È stato il loro anarchismo, il loro amore per l’umanità, a condannarli.
Quando Vanzetti è stato arrestato, aveva in tasca un volantino che convocava ad una riunione che doveva tenersi cinque giorni dopo. Era un volantino che potrebbe essere distribuito oggi, in tutto il mondo, adeguato tanto quanto lo era il giorno in cui è stato arrestato.
Diceva: «Hanno combattuto in tutte le guerre. Hanno lavorato per tutti i capitalisti. Hanno fatto avanti e indietro in tutti i Paesi.
Hanno raccolto i frutti delle loro fatiche, il premio per le loro vittorie? Il passato riesce a consolarli? Il presente gli sorride? Il futuro gli promette qualcosa? Hanno trovato un lembo di terra dove possano vivere come esseri umani e morire come esseri umani?
Su queste problematiche, su questi argomenti della lotta per l’esistenza, Bartolomeo Vanzetti parlerà in quell’incontro»”. 

Howard Zinn:A Power Governments Cannot Suppress”, City Lights Books, San Francisco 2007.

 

Come già accennato, le principali cause del deterioramento delle condizioni di vita delle classi popolari si legano all’applicazione di politiche pubbliche neoliberiste – ad esempio le riforme del lavoro, anche quando si cerca di travestirle ricorrendo all’inglese – e a politiche fiscali regressive. La loro somma Leggi tutto “Il reddito di cittadinanza, la rivoluzione digitale, le apocalissi e gli apocalittici (III)”