Calciatori olimpicamente radioattivi


“Gli esperti assicurano che le centrali nucleari di nuova generazione sono sicurissime,
ma comunque io delle nuove generazioni non mi fido lo stesso!”
Bilbo Baggins[1]

A cosa servono i G20 (e gli altri G)? Elementare: a praticare le pubbliche relazioni e a vendere fumo.

Ad esempio, a Tokyo, a fine giugno, sebbene si sappia che si è parlato di dazi, commercio, rischi di nuova recessione, annunci sulle Olimpiadi del 2020, non ci sono sentori di alcuna decisione. In Italia, dove si parla solo di felpe e derivati, può capirsi. Lo s’intende un po’ meno nel Paese del sol levante che nessuno si sia ricordato di Fukushima. A parziale scusante si potrebbe dire che la radioattività è invisibile.

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Morte ai numeri arabi

A scanso di equivoci, perché nell’Italia sovranista potrebbero essersi diffuse confusioni simili, mi preme ricordare che i “numeri arabi” sono, nell’ordine, 1234567890.

Non si conoscono “numeri giudaico-cristiani”.

”Civic Science” è una piattaforma statunitense con sede a Pittsburg, che fornisce servizi ai dirigenti aziendali.

Il 22 maggio 2019 ha pubblicato i risultati di una sua inchiesta fatta da 3.624 interviste a cittadini statunitensi. Ne risulta che il 59% degli intervistati considera che i numeri arabi non devono essere studiati a scuola. Li considerano “dannosi per i loro figli” e temono di “essere contaminati da una malattia irrimediabile, una sorta di febbre violenta e atavica”.

Tra gli elettori repubblicani, i contrari ai numeri arabi sono il 72%. Tra quelli democratici il 40%.  “Tra i due gruppi di votanti non ci sono differenze riguardo il livello di educazione formale”. Viceversa, il 29% del campione pensa che i numeri arabi dovrebbero essere inclusi nei piani di studio e il 15% si è dichiarato perplesso.

Per John Dick, direttore esecutivo di “Civic Science”, “questi risultati sono la testimonianza più triste e divertente del fanatismo statunitense …”[1].

Cercando di dare un piccolo contributo, aggiungo che bisognerebbe eliminare anche il termine algoritmo, che ha come riferimento il saggio persiano di Baghdad al-Khwārizmī [2] (Corasmia, 780 circa d. C. -850 circa d. C.), autore pure dei termini algebra e trigonometria. E volendo essere conseguenti, dovrebbero inoltre eliminarsi molti concetti dell’astronomia/astrologia, della geografia e della cartografia dello stesso saggio zoroastriano.

La sua colpa è lampante nel caso del vocabolo “algebra” che, infatti, deriva dal nome del suo libro al-Kitāb al-mukhtaar fī isāb al-jabr wa l-muqābala, scritto verso l’825 d. C. e tradotto in latino nel XII secolo con il titolo “Algoritmi de numero Indorum”[3].

Per migliorare il mio contributo suggerisco poi di abbattere almeno “L’Alhambra” di Granada, “l’Alcazar” di Siviglia, “La grande Moschea” di Cordoba, la Moschea del Cristo della Luce e la Moschea Toneria di Toledo, il “Palazzo dell’Aljaferia” di Saragozza, il “Castello di Gormaz” di Soria, la “Giralda” di Siviglia …, e di cacciare via coloro che usano il deodorante e/o mangiano riso, canna da zucchero, asparagi, zafferano, more e albicocche.

Eccetera.

Oltre al razzismo, numeri e lettere sono i fili che formano il tessuto delle società, ma le cifre sono un’astrazione il cui uso propagandistico dovrebbe essere un po’ meno rozzo.

La concezione lineare del tempo ed il suo carattere progressivamente povero sono espressioni tipiche del “suprematismo bianco”, nato negli Stati Uniti prima della guerra civile con movimenti come il “Ku Klux Klan”. Il “White Power” ignora molte cose. Ad esempio, che secoli prima del Rinascimento Ibn Firnas aveva cercato di volare a Cordoba (810 d. C.), oppure che il persiano Al Biruni aveva calcolato il raggio della sfera terrestre (973 d. C.).

Negli USA, ma come dimostra l’odierna esperienza italiana la malattia è contagiosa, si pensa che il sapere sia una creatura autonoma sbarcata con i padri pellegrini dal Mayflower nel 1620.

Non a caso, secondo la maggioranza dei partecipanti all’inchiesta l’espressione numeri arabi è contraddittoria con le cifre giudaico-cristiane.

In numerosi video presenti nell’Internet evangelico, anche i pastori e la loro numerosa genia rifiutano queste cifre. Loro, affermano, sono unici, originali e senza contaminazioni intellettuali.

E poi c’è chi si meraviglia di Bolsonaro o Meloni!


[1] https://stepfeed.com/most-americans-reject-arabic-numerals-but-do-they-know-what-they-are?-3696

[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Muḥammad_ibn_Mūsā_al-Khwārizmī

[3] https://www.ebooksdownloads.xyz/search/algoritmi-de-numero-indorum

Darwin, noci e sopravvissuti


    “La conservazione delle differenze e variazioni individuali favorevoli e la distruzione di quelle nocive sono state da me chiamate
«selezione naturale» o «sopravvivenza del più adatto».
Le variazioni che non sono né utili né nocive non saranno influenzate
dalla selezione naturale, e rimarranno allo stato di elementi fluttuanti,
come si può osservare in certe specie polimorfe, o infine, si fisseranno,
per cause dipendenti dalla natura dell’organismo e da quella delle condizioni”.
Charles Darwin[1]

Ho cercato nei testi di Darwin una pista per definire chi sono i più adatti, i prescelti dalla selezione naturale. Non ho trovato nulla. Ma, allora, chi sono i più adatti? I più belli? i più alti? i più bianchi? i più ricchi? i più figli di puttana? i più speranzosi? i più tenaci? i più furbi? Nessuna risposta trova corrispondenza con la teoria dell’evoluzione. Insomma, Darwin non ha mai definito “i più adatti”.

Poiché la sopravvivenza è cosa seria, cerco un’altra strada per arrivare a definirli a partire da qualcosa che so, che tutti sappiamo. Lo esprimo con grande moderazione: il riscaldamento globale è una minaccia ecologica seria.

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A proposito del compleanno di Marx

Girovagando sui 171 anni del “Manifesto Comunista”

“Le idee degli economisti e dei filosofi politici, quelle giuste e quelle sbagliate,
sono più potenti di quanto comunemente si ritenga.
In realtà il mondo è governato da poche cose al di fuori di quelle.
Gli uomini della pratica, i quali si ritengono liberi da ogni influenza intellettuale,
sono spesso schiavi di qualche economista defunto.
Pazzi al potere, odono voci nell’aria,
distillano le loro frenesie da qualche scribacchino accademico di pochi anni addietro
.”
John Maynard Keynes[1]

“Memoria” è un termine che implica molto più di una categoria filosofica utile a pensare il rapporto tra storia e oblio. Nei luoghi fisici dove l’idea di costruire il futuro ha ancora un senso, la memoria continua a non essere un concetto innocente, perché contiene una storia tanto “presente” nella vita quotidiana da non poter eluderla.

Poiché ognuno è prigioniero della propria memoria, per me il primo esempio di una storia che non può essere elusa è quello dei desaparecidos.

Scrivendo del Venezuela affermavo poco tempo fa che ogni punto di vista è la vista o visione da un punto. Penso sia sempre corretto dichiarare qual è il proprio punto di partenza e d’analisi, rifuggendo da qualsiasi pretesa di universalità che mi appare come una pretesa che si confà alla religione, non all’analisi.

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Il 201 compleanno di Marx e la necessità di ritornare alla “politica molecolare”

“Bacon dice che gli uomini veramente significativi hanno tanti rapporti
con la natura ed il mondo, tanti oggetti d’interesse,
che si consolano facilmente di ogni perdita.
Io non faccio parte di questi uomini significativi.
La morte del mio bambino mi ha fatto tremare così profondamente
cuore e cervello, che continuo a sentire la sua perdita come il primo giorno”.

Lettera di Karl Marx a Ferdinand Lassalle, 28 luglio 1855

Le rivoluzioni borghese hanno avuto due grandi vantaggi:

a) prima di prendere il potere politico già possedevano il potere economico

b) avevano penetrato e permeato tutto il corpo sociale con la loro concezione del mondo.

Le ipotetiche rivoluzioni proletarie non soltanto non possiedono il potere economico, ma sono sottomesse alla sua legge ferrea: la necessità da parte del proletariato di vendere la sua forza lavoro per sussistere.

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Queridos Amigos, Queridas Amigas, Care Amiche, Cari Amici

Scarica il pdf: Buon 2019

En el 2019 pienso hacer muchas cosas que habría debido hacer en el 2018. No es una amenaza sino una pequeña y no requerida promesa.

Per il 2019 ho in mente di fare tante cose che ho rimandato nel 2018. Non è una minaccia, ma soltanto di una piccola e non richiesta promessa.

En mi cabeza, todas estas cosas se resumen en un verbo: caminar

Nella mia testa tutte queste cose si sintetizzano in un verbo: camminare

Pienso que caminar sea la tarea propia de todas/os y cada uno/una de nosotros/nosotras.

Penso che camminare sia il compito proprio di ognuna/o e di ciascuno/a di noi tutti/tutte.

Fernando Birri, cineasta y grande compañero argentino, dijo: “La utopía es como el arcoiris. Te parece cercano, pero cuando tratas de alcanzarlo, continua a alejarse. Y entonces, ¿a qué sirve la utopia? Sirve para caminar”.

Fernando Birri, regista cinematografico e grande compagno argentino, ha detto: “L’utopia è come l’arcobaleno. Ti sembra vicino ma, quando provi a raggiungerlo, continua ad allontanarsi. Ma, allora, a cosa serve l’utopia? Serve a camminare”.

Fernando me recuerda otro compañero desaparecido hace pocos días: el argentino Osvaldo Bayer, uno de aquellos que Brecht definió imprescindibles, o sea uno de los que luchan toda la vida. Osvaldo tomó siempre partido por los nadies, por los últimos, por los indígenas, por los desaparecidos, por sus madres, por sus abuelas, por sus hijos… Quien quiera saber algo de lo que fue la historia de los indígenas en esa zona del mundo, debe leer “La Patagonia rebelde”. Osvaldo dejó de hacerlo durante la Noche Leggi tutto “Queridos Amigos, Queridas Amigas, Care Amiche, Cari Amici”

Grecia: dal saccheggio al latrocinio

DELIGNE / Gaglecartoons

“Vanno in scena due medici e uno dice all’altro:
«Sono molto contento di come ho curato un mio paziente».
«Ah, è guarito?».
«No, è morto. Ma secondo le regole…»
«Son ben sfacciati i malati a pretendere che voialtri dottori li facciate star bene»
«Verissimo!
Noi siamo tenuti solamente a trattare i clienti nelle debite forme, prendere lo stipendio, ordinare medicine, quanto al guarire, ci pensino loro!»
«Ma, che forse scopo della medicina è guarire i malati?
Noo, semmai è seguire le procedure»”

Molière[1]

Lo scorso 21 giugno l’Eurogruppo ha concesso la terza – e teoricamente ultima – tranche del “riscatto” della Grecia mettendo fine ad 8 anni di iniezioni di denaro condizionate all’applicazione implacabile del neoliberismo tramite tagli e “riforme”.

Con i 15 miliardi di euro di questa terza fase del “riscatto”, dal 2010 ad oggi sono stati trasferiti alla Grecia, 288,7 miliardi di euro.

Nelle vesti tipiche dei loro rispettivi mestieri, propagandisti politici, propagandisti giornalisti e propagandisti economisti, hanno Leggi tutto “Grecia: dal saccheggio al latrocinio”