L’assoluzione di Ernesto Cardenal

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“Detrás del monasterio, junto al camino,
existe un cementerio de cosas gastadas,
en donde yacen el hierro sarroso, pedazos
de loza, tubos quebrados, alambres retorcidos,
cajetillas de cigarrillos vacías, aserrín
y cinc, plástico envejecido, llantas rotas,
esperando como nosotros la resurrección.”
Ernesto Cardenal, Detrás del monasterio, junto al camino[1]

Con una decisione di Papa francesco, Ernesto Cardenal, sacerdote e poeta nicaraguense di 94 anni, è stato “assolto da tutte le censure canoniche” imposte 35 anni fa da Giovanni Paolo II, che l’aveva sospeso “del ministero per la sua militanza politica” nel Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN).

Il nunzio apostolico in Nicaragua, Stanislaw Waldemar Sommertag, ha comunicato che il Papa ha preso la decisione in considerazione del fatto che “il religioso ha accettato la punizione canonica che gli è stata imposta e l’ha sempre rispettata, senza svolgere alcuna attività pastorale. Inoltre, ha lasciato ogni impegno politico da diversi anni”.

Internato nell’Ospedale Vivian Pellas di Managua per una infezione renale, per la quinta volta negli ultimi 14 mesi, appena nota la comunicazione, Cardenal ha celebrato immediatamente messa dal suo letto Leggi tutto “L’assoluzione di Ernesto Cardenal”

Ay Nicaragua, Nicaragüita

Il 16 ottobre 2018, Kevin Espinoza, Marlon Fonseca e Hanssel Vázquez, tre pericolosi sovversivi nicaraguensi che finora si erano travestiti da studenti, sono stati condannati ad oltre 17 anni di carcere per terrorismo nel primo dei processi contro i partecipanti alle proteste contro la coppia Ortega-Murillo.

Secondo dati ufficiali, sono almeno 300 – su 500 arrestati – i ragazzi accusati di terrorismo e crimine organizzato. La maggior parte di loro è stata arrestata da paramilitari, come i tre terroristi condannati.
Ai tre sono stati imposti 15 anni per terrorismo, 2 per traffico d’armi e 6 mesi per impedimento di pubblico servizio mediante tranques (blocchi stradali).
La sentenza prova la buona disposizione d’animo dei giudici.
Infatti, il pubblico ministero aveva chiesto per tutti e tre la pena massima: 30 anni.
Salvo la loro presenza ai cortei e blocchi stradali, nessuna prova dei reati è stata presentata. Si è quindi applicata la giurisdizione Moro nel caso Lula, ossia l’intima convinzione di colpevolezza da parte del giudice.
Insomma, si è trattato di una sentenza di cuore.
E come dice di Maio, al cuore non si comanda.

Nicaragua: Pensavo fosse amore… invece era un calesse (1)

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“Soltanto Andreas Pum era soddisfatto di come andavano le cose.
Aveva perso una gamba e ricevuto una decorazione…
era contento quando vedeva che gli altri soffrivano.
Credeva in un Dio giusto:
il suo Dio distribuiva pallottole nella spina dorsale, amputazioni,
ma anche medaglie a chi se le meritava”.

Joseph Roth (2)

La TV, che manca di odori, sapori e rapporti, è ossessionata da programmi di cucina, da film erotici senza sesso e, da buon specchio retrovisore, di programmi sportivi senza sport e di programmi politici senza idee.

La nostra sinistra, che manca di idee, di vita e di attendibilità, dopo avere pianto per anni i suoi – presunti – perduti riferimenti, avendo scoperto tardivamente la TV è diventata saccente ed Leggi tutto “Nicaragua: Pensavo fosse amore… invece era un calesse (1)”