Nicaragua: Pensavo fosse amore… invece era un calesse (1)

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“Soltanto Andreas Pum era soddisfatto di come andavano le cose.
Aveva perso una gamba e ricevuto una decorazione…
era contento quando vedeva che gli altri soffrivano.
Credeva in un Dio giusto:
il suo Dio distribuiva pallottole nella spina dorsale, amputazioni,
ma anche medaglie a chi se le meritava”.

Joseph Roth (2)

La TV, che manca di odori, sapori e rapporti, è ossessionata da programmi di cucina, da film erotici senza sesso e, da buon specchio retrovisore, di programmi sportivi senza sport e di programmi politici senza idee.

La nostra sinistra, che manca di idee, di vita e di attendibilità, dopo avere pianto per anni i suoi – presunti – perduti riferimenti, avendo scoperto tardivamente la TV è diventata saccente ed Leggi tutto “Nicaragua: Pensavo fosse amore… invece era un calesse (1)”

Grecia: dal saccheggio al latrocinio

DELIGNE / Gaglecartoons

“Vanno in scena due medici e uno dice all’altro:
«Sono molto contento di come ho curato un mio paziente».
«Ah, è guarito?».
«No, è morto. Ma secondo le regole…»
«Son ben sfacciati i malati a pretendere che voialtri dottori li facciate star bene»
«Verissimo!
Noi siamo tenuti solamente a trattare i clienti nelle debite forme, prendere lo stipendio, ordinare medicine, quanto al guarire, ci pensino loro!»
«Ma, che forse scopo della medicina è guarire i malati?
Noo, semmai è seguire le procedure»”

Molière[1]

Lo scorso 21 giugno l’Eurogruppo ha concesso la terza – e teoricamente ultima – tranche del “riscatto” della Grecia mettendo fine ad 8 anni di iniezioni di denaro condizionate all’applicazione implacabile del neoliberismo tramite tagli e “riforme”.

Con i 15 miliardi di euro di questa terza fase del “riscatto”, dal 2010 ad oggi sono stati trasferiti alla Grecia, 288,7 miliardi di euro.

Nelle vesti tipiche dei loro rispettivi mestieri, propagandisti politici, propagandisti giornalisti e propagandisti economisti, hanno Leggi tutto “Grecia: dal saccheggio al latrocinio”

Il problema non è l’economia. Il problema è il potere

 

“A cosa serve scrivere misurando ogni frase,
a cosa serve pesare ogni azione, ogni gesto che spieghi la condotta
se il giorno dopo i giornali, i consiglieri, le agenzie,
i poliziotti travestiti,
i consulenti del gorilla, gli avvocati dei trust,
s’incaricheranno della versione più adeguata per il consumo d’innocenti o d’ingordi, fabbricheranno ancora una volta la bugia che si diffonde, il dubbio che s’installa,
e tanta buona gente in tanto paese e in tanta campagna di tanta terra nostra
che apre il suo giornale e cerca la sua verità, si ritrova
con la bugia truccata, il cibo al punto giusto, e va ingoiando
saliva prefabbricata, merda in pulite colonne […]
Siamo nell’ora degli sciacalli e delle iene.
Gli sciacalli vengono per le nostre ricchezze,
le iene per quanto avanzi dal festino”.

Julio Cortázar[1]

 

Uno dei presupposti più importanti della dominante teoria economica convenzionale afferma che i salari aumentano quando migliora la produttività del lavoro. Presentata come una legge economica, tutta la politica ne deduce che non esiste alternativa: bisogna applicare politiche orientate a facilitare la crescita della produttività. Leggi tutto “Il problema non è l’economia. Il problema è il potere”

I fatti e le parole. La letteratura del potere all’arrembaggio

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“Ma, vinceremo babbo?”
”Certo che sì, figliolo. E tutto sarà terminato mentre sarai ancora a letto.”
”Perché?”
”Perché in caso contrario, gli elettori del signor Bush diventeranno molto impazienti
e dopo tutto potrebbero decidere di non tornare a votarlo.”
”E uccideranno molta gente, babbo?”
”Nessuno che tu conosca, tesoro. Solo stranieri.”
John Le Carré[1]

Kylix (coppa greca di vino in ceramica), ca. 515 a.C., Museo Archeologico Nazionale di Madrid

Osservando le povere immagini dello stitico dibattito italiano sull’immigrazione, mi è venuto in mente che nei tempi antichi nessuna forma di feticismo è stata mai esente da una narrazione che lo percorresse dalla testa ai piedi, ma, anche, che nella definizione del feticismo stesso l’immagine occupava il ruolo centrale. Leggi tutto “I fatti e le parole. La letteratura del potere all’arrembaggio”

Spigoli della quarta guerra mondiale: appunti sui femminicidi

[Immagine in evidenza: Screenshot del film Apocalypse Now Redux (2001) di Francis Ford Coppola. Elicotteri del tenente colonnello Kilgore all’attacco di un villaggio controllato dai vietcong]

[scarica l’articolo in pdf: Spigoli della Quarta Guerra Mondiale_I femminicidi]

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Estate dell’ultima guerra
non quella ma questa che c’è
ancora col culo per terra
insieme soltanto noi tre

Enzo Jannacci, “E allora andiam”, dall’albo “E allora concerto”, 1981

In Italia, non passa ormai giorno che i media non ci sputino addosso il racconto di una donna ammazzata dal marito, compagno, fidanzato, padre. È successo oggi, ieri, o nel migliore dei casi l’altro ieri. La notizia, declamata con l’enfasi e la regolarità di un orologio rotto (che comunque indica l’ora giusta due volte al giorno), suona rituale quanto il meteo show. È sorprendente ma è vero: ci siamo talmente abituati ad ascoltare questa notizia che non ci fa più saltare sulla sedia, urlare, sentire il freddo correrci sulla schiena o semplicemente incazzarci. Leggi tutto “Spigoli della quarta guerra mondiale: appunti sui femminicidi”

Ode tutta personale a Jack lo Squartatore

Come abbiamo apprezzato in molte volte di questi giorni, i grandi media finiscono sempre per giustificare tutti i fini.

Come corollario aggiungo che i grandi mezzi, oltre a giustificare, santificano tutte le azioni.

Intendo dire che per poter uccidere – mettiamo – un milione di persone, bisogna far sembrare tutto ciò che facciamo soltanto una mostra della nostra superiorità.

La strada è segnata: è necessario accumulare tanta ricchezza, tante armi, tanto potere, apparire tante volte sui giornali Leggi tutto “Ode tutta personale a Jack lo Squartatore”

Assassini seriali: Henry Kissinger

Gli amici del quartiere possono scomparire.
I cantanti della radio possono scomparire.
Quelli che sono sui giornali possono scomparire.
La persona che ami può scomparire.
Quelli che sono nell’aria possono scomparire nell’aria.
Quelli che sono per strada possono scomparire per strada.
Gli amici del quartiere possono scomparire.
Ma i dinosauri scompariranno

Charlie García, “Los dinosaurios” (“Modern Clix”, 1983)

I dinosauri di Charly – i militari – non sono scomparsi.

Solo in pochi Paesi, pochissimi tra di loro sono stati giudicati[i].

Sono sempre liberi i loro ispiratori, incluso il più importante, Henry Kissinger (“Premio Nobel per la pace” 1973).

Kissinger ebbe un ruolo centrale in tutte le atrocità commesse tra il 1969-1977. Leggi tutto “Assassini seriali: Henry Kissinger”

Il Putin calciatore

 

Una vita da mediano/a recuperar palloni/nato senza i piedi buoni/lavorare sui polmoni.
Una vita da mediano/con dei compiti precisi/a coprire certe zone/a giocare generosi

Ligabue, Luciano Ligabue, “Una vita da mediano”, in “Miss mondo”, 1999

Intro: Dopo essere stato ucciso da un sicario, il giornalista russo Arkadij Babchenko, rifugiato in Ucraina per sottrarsi alle minacce derivate dalle sue critiche al Cremlino, è miracolosamente risorto.

“La moglie lo aveva trovato in una pozza di sangue fuori dalla porta di casa a Kiev, lo aveva visto salire moribondo sull’ambulanza e poi i medici e la polizia erano tornati indietro per dirle che era morto durante il tragitto. Nessuno credeva davvero che le indagini avrebbero consegnato il nome di un colpevole, girava un identikit a matita. Il presunto assassino che tutti cercavano per le strade della capitale ucraina, intorno al quartiere Dnipro, era ritratto con un cappellino in testa, barba e bavero alzato”[1].

“In mattinata il premier ucraino Volodymyr Groysman aveva accusato Mosca dell’omicidio, scrivendo sul proprio profilo Facebook: «Sono sicuro che la macchina del totalitarismo russo non gli ha perdonato la sua onestà e le sue posizioni di principio»”[2]. Leggi tutto “Il Putin calciatore”

Un affare certo, equo, sostenibile e di grande avvenire

Sulla luna, per piacere/non mandate un generale:
ne farebbe una caserma/con la tromba e il caporale.
Non mandateci un banchiere/sul satellite d’argento,
o lo mette in cassaforte/per mostrarlo a pagamento.
Non mandateci un ministro/col suo seguito di uscieri:
empirebbe di scartoffie/i lunatici crateri.

Gianni Rodari, “Sulla luna”, “Filastrocche in cielo e in terra” (Einaudi, 1960)

Considerando:

  • la nostra sintonia col “governo del cambia-mento”, in particolare col suo molto onorevole ministro degli interni;
  • che, Maroni dixit, non è sempre semplice cacciare via velocemente migliaia di emigrati (?).

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Cronaca non troppo seria su crisi, moltiplicazioni, differenziali e olocausti, nel giorno formalmente dedicato alla infanzia

Il mondo è un luogo pericoloso.
Non a cause delle persone che compiono azioni malvagie,
ma a causa di quelle che osservano senza far nulla.

Albert Einstein, “Why Socialism”, “Monthly Review”, New York maggio 1949.

Dopo le gravi e non troppo serie giornate dedicate a Mattarella, Di Maio, Salvini, Cottarelli e un tal Martina, “a me – avrebbe cantato Gaber – mi è venuta la colite, c’ho lo spasmo intestinale”. Purtroppo, nessuno di questi canta. Essendo meno poetico, pur conoscendo i rischi di trangugiare informazioni, illustrati da Miguel de Cervantes e don Chisciotte, mi sono venute delle strambe idee. Colpa dei primi caldi estivi o, più probabilmente, poiché essendo fatto male mi sento a disagio dal dover sorbirmi intere edizioni dei TG dedicate a un così lodevole problema e a così scottanti personaggi (certo, solo il mio masochismo mi costringe a seguirli).

Il mio disagio aumenta dopo avere letto che oggi, 1° giugno, Giornata internazionale dei bambini, secondo Save the Children 1,2 miliardi di bambini sotto i 5 anni “rischiano di soffrire le conseguenze della malnutrizione, di non andare a scuola e ricevere un’istruzione o di essere costretti a lavorare o a sposarsi troppo presto”. Leggi tutto “Cronaca non troppo seria su crisi, moltiplicazioni, differenziali e olocausti, nel giorno formalmente dedicato alla infanzia”